Il ministro
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- Category: Cinema recensioni
- Published: 18 May 2013
- Written by Valentina Esposito
Ancora una volta la politica torna sulle scene cinematografiche e a parlarne è il regista francese Pierre Schoeller, la cui opera arriva in Italia dopo due anni dall’uscita ufficiale del 2011, anno che l’ha visto anche strapremiato al Festival di Cannes.
NO - I GIORNI DELL’ARCOBALENO
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- Category: Cinema recensioni
- Published: 13 May 2013
- Written by Salvatore Longo
Osservatori, sondaggi e previsioni ne danno per scontata la vittoria, invece al termine dello spoglio i NO hanno largamente superato i SÌ e il dittatore (abbandonato anche da una parte dell’esercito) deve accettare il risultato avviando un processo di transizione verso la democrazia culminato con le libere elezioni dell’anno successivo.
Il lato positivo
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- Category: Cinema recensioni
- Published: 12 April 2013
- Written by Antonio Mazzuca
Rassicurante e ben scritto, “Il Lato Positivo”,diretto da David O. Russell, parla di un riscatto personale, quello di Pat Solitano un giovane bipolare, del suo reinserimento in società dopo un periodo di riabilitazione in una casa di cura, e della lotta per ritrovare e riconquistare la moglie e… non solo.
Effetti collaterali
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- Category: Cinema Anteprime
- Published: 21 April 2013
- Written by Chiara Ciolfi
Sull’ossessione quotidiana – e tutta americana – per gli psicofarmaci è emblematica la risposta data dallo psichiatra Jon Banks (Jude Law) sul perché abbia deciso di esercitare negli Stati Uniti, pur avendo studiato in Gran Bretagna, dice: "Nel mio paese chi prende gli psicofarmaci è considerato malato, qui si pensa che possa stare meglio".
Le pillole d'Ercole@Teatro Cassia - Roma
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- Category: Teatro recensioni
- Published: 12 May 2013
- Written by Antonio Mazzuca
Applauditissimo al Teatro Cassia, Le Pillole d’Ercole, in scena fino al 12 maggio, ha riportato sulla scena un classico del teatro francese di inizio '900, poi divenuto un film negli anni '60, ed ora rielaborato in una chiave attualissima. Le vicende si svolgono a Parigi ad inizio secolo: il dottor Frontignac felicemente sposato assume inconsapevolmente un afrodisiaco preparato dal suo assistente e seduce la moglie di un emiro pakistano, che, venutolo a sapere, chiede al dottore di sedurre sua moglie, pena la morte. Frontignac allora, con la complicità dell’assistente, chiede ad una paziente ninfomane di accompagnarla in una località di villeggiatura e fingersi sua moglie, così da consegnarla all’emiro. L’arrivo della vera moglie, e del presunto padre della ninfomane complicherà il tutto. Lo spettacolo vanta la presenza di doppiatori di primordine: Massimo Corvo, Pasquale Anselmo, Alessandra Cassioli, Angelo Maggi, Renato Cortesi, Alessandra Casale, Alessandra Arcese, Noemi Giangrande e Marco Briglione, alcuni dei quali sono voci di grandi attori Hollywoodiani (Nicolas Cage, Silvester Stallone, Angela Basset, Tom Hanks e Gerard Depardieu), che si prestano al ruolo d’attore con risultati sorprendenti. Il ritmo narrativo è sempre sostenuto, lo scambio di battute studiatissimo; l’intreccio permette agli attori di interagire fra loro in diverse combinazioni, mettendo in luce ironia ed espressività sconosciute al buio della sala di doppiaggio. Spicca su tutti Massimo Corvo nel ruolo del dottor Frontigac, ambiguo e nevrotico, diviso fra l’amore per la moglie e le tentazioni delle bellissime donne che suo malgrado gli girano intorno. Anche i personaggi minori danno prova di grande ironia, caratterizzando i personaggi come delle macchiette (la prostituta napoletana lamentosa, il cameriere gay sopra le righe, la suocera petulante e impicciona) che attualizzano la piéce teatrale riportandola al nostro tempo. La regia è presente e attenta: giusta la scelta delle luci e fondamentali l’ingresso e l’uscita degli attori dalla scena, elemento fondamentale per i momenti più piccanti e per lo svolgimento di alcuni momenti comici lasciati all’immaginazione dello spettatore. Gli attori si dividono equamente la scena e con un tempismo perfetto si alternano, si seducono e si punzecchiano, fino a rivelare il piano diabolico del dottore. Siamo infatti di fronte ad una commedia dello “smascheramento” dove tutto l’intreccio è davanti agli occhi dello spettatore che aspetta di vedere come tutto sarà svelato e si sorprende di come tutto possa complicarsi per via di un malinteso. Dunque una grande prova per una squadra di doppiatori professionisti che non temono la prova dell’espressività ma che anzi, rendono con semplicità e schiettezza quelle “Pruderie” dell’epoca, che in parte appartengono anche al nostro contesto culturale, con disinvoltura e sorprendente attualità.
Criptoportico@Casa delle Culture - Roma
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- Category: Teatro recensioni
- Published: 08 May 2013
- Written by Antonio Mazzuca
Criptico e a tratti spiazzante, Criptoportico di Franco Idone, in scena per solo due serate alla Casa delle Culture il 4 e 5 maggio 2013, racchiude in se tre diversi racconti dell’autore concepiti come tre atti unici, e conduce lo spettatore in un viaggio vagamente allucinato nella mente di tre donne diverse fra loro. Le opere rappresentate E luce verde fu, Un cavallo per Penelope e Aglio, olio e peperoncino sono tre racconti d’attesa: una donna vorrebbe aspettare un figlio speciale, un’altra è una moderna Penelope in attesa di un Ulisse inaffidabile ed una terza è una donna non più giovanissima alle prese con un uomo troppo giovane che non sembra conoscere granché. Lo spettacolo è breve ma intenso, gli attori sono tutti presenti sulla scena, seduti nel buio in attesa che le luci si accendano su di loro facendo emergere quella natura un po’ complessata e contorta, soprattutto dei personaggi femminili che nel confronto con il mondo maschile cercano di lottare per affermare i propri desideri, anche scontrandosi con la morale comune. Per comprendere lo spettacolo bisogna seguire il consiglio della maschera narrante che introduce lo spettacolo: è necessario staccare il cervello e lasciarlo fluttuare in una dimensione “onirica” dove quelli che sembrano dei dialoghi ironici e a tratti vaneggianti su ciò che si desidera, nascondono in realtà una certa ironia sulle nostre stesse pulsioni che ci spingono a desiderare un figlio speciale, o un uomo perfetto, qualcuno che ci faccia sentire amati, a volte inutilmente. L’intera performance asseconda quell’atmosfera vagamente onirica che riecheggia nei dialoghi: dall’inizio dello spettacolo si assiste ad un vociare di sottofondo di voci slegate fra loro che mandano messaggi privi di senso che confondono e infastidiscono. La scena è quasi del tutto in ombra salvo lo spazio dove i personaggi recitano a gruppi di due o tre, una buona scelta registica di Ermelinda Bonifacio. L’accendere delle luci richiama alla vita i protagonisti delle tre storie, slegate fra loro se non per quel comune senso di attesa di qualcosa di diverso che consuma, corrode o delude. Gli attori sono tutti a loro modo convincenti e autoironici e lo spettacolo piace per queste storie spiazzanti, dal risvolto psicologico interessante e “d’impatto”, al punto di restarne storditi come quando ci si risveglia un po’ bruscamente da un viaggio onirico solo apparentemente breve.



