SPRING AWAKENING, cronaca di una conferenza stampa con provini - Gufetto Magazine

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SPRING AWAKENING, cronaca di una conferenza stampa con provini

TORINO: andrà in scena domani fino al 21 dicembre presso le Fonderie Limone di Moncalieri il muiscal SPRING AWAKENING, uno spettacolo tratto da Risveglio di Primavera di Frank Wedekind. Libretto e testi Steven Sater, musiche Duncan Sheik, regia Emanuele Gamba.

Un’idea particolare quella messa in piedi dal TODOMODO Music All per presentare la loro versione del musical “Spring Awakening” in scena per il Teatro Stabile di Torino. Invece della canonica conferenza stampa, l’incontro mette in scena il provino finale per gli swing, ovvero alcuni coristi con un ruolo particolare nello spettacolo, selezionati tra giovani non professionisti. Ma andiamo con ordine.

Lo spettacolo
Lo spettacolo nasce da una pièce teatrale, “Risveglio di Primavera”, scritta da Frank Wekedin nel 1891 e considerata spesso “irrappresentabile” per i suoi contenuti scabrosi (per l’epoca...ma non pensiamo di aver davvero fatto poi così tanti passi avanti da allora).
Il risveglio di cui parla il titolo, infatti, fa riferimento a quello dei corpi: la storia ci racconta di un gruppo di adolescenti alle prese con la scoperta della propria identità e del sesso. Nel 2006 Duncan Sheik e Steven Sater lo riadattano e lo trasformano in un musical rock in scena Off­Brodway che ha conquistato un successo incredibile (alla chiusura a Brodway nel 2009 aveva collezionato 888 rappresentazioni).
Poco conosciuto in Italia, viene portato in scena (e rappresentato già in diverse città) dalla compagnia TODOMODO Music All che ne realizza un riadattamento italiano, che tiene conto di molte delle idee utilizzate nell’originale americano. In ogni città italiana in cui la compagnia ha portato lo spettacolo, per il ruolo degli swing sono stati selezionati giovani locali. La metodologia utilizzata per la scelta degli attori principali del musical segue una simile filosofia, come mi racconta il regista Emanuele Gamba.

Il provino
Anziché il canonico provino, occasione in cui il confronto con l’attore è relegato ad una manciata di minuti, la selezione è stata portata avanti attraverso un workshop, un percorso di alcuni giorni che ha permesso di approfondire la conoscenza e compiere una scelta decisamente più ponderata. L’idea di formazione, parallela alla selezione, è la stessa che si respira nei provini in cui sono stati scelti i giovanissimi swing, e che abbiamo modo di respirare nel corso di questo provino finale.
I ragazzi presenti, Valentina Sandri, Francesca Annichiarico, Maria Lombardo, Raffaele Lamorte, Giulia Pignocchino, Francesca Rossi, Giulia Sferrazza, Francesca Demarchi, Andreina Grimaldi, Mariarosa Dell’Oglio, Gabriele Bauducco e Luca Picchio, un gruppo di giovanissimi che vanno da un minimo di 14 anni fino ad un massimo di 24, vengono chiamati sul palco non tanto a sostenere una sorta di esame, ma per partecipare insieme ad un lavoro che somiglia già ad un primo passo nella preparazione dello spettacolo.
Non si percepisce competizione, ma anzi, una grande partecipazione e una grande voglia di mettersi in gioco. I ragazzi, con l’assistenza di Isabella Astegiano, direttrice artistica della compagnia Torinese OFMCompany vengono coinvolti in qualcosa che ha il sapore di un esperienza formativa.
Gufetto dietro le quinte con i provinati ed Emanuele Gamba
Ho avuto modo di scambiare due parole con due di questi, Francesca DeMarchi (16 anni) e Luca Picchio (20 anni). La prima piacevole impressione è di parlare con due persone a cui il concetto di “professionista” manca solo sulla carta. Passione e un notevole curriculum di studi nel canto e nella musica alle spalle, l’aria di chi ha scelto la propria strada e si è rimboccato le maniche per percorrerla come si deve, pronti all’impegno e senza presunzione. In quest’era di talent show e del diffuso cliché che le cose artistiche (come il canto) siano qualcosa che si possa o si sappia fare così, semplicemente volendolo o per sole innate capacità, incontrare dei ragazzi così giovani e con questo tipo di spirito non può che far piacere (e scaldare un poco il cuore).
Il ruolo di questi swing sarà quello di creare un ponte tra quello che avviene sul palco e il pubblico. Come questo avverrà non lo anticipiamo per non rovinare quella che si prospetta una bella sorpresa, ma a quanto pare è qualcosa che, nel corso delle rappresentazioni ha creato diverse situazioni particolari.

Gamba ci racconta che in America (ma sta succedendo anche qui) è nata una vera e propria “famiglia degli swing” tra coloro che hanno partecipato a questa esperienza e hanno mantenuto i contatti. Confrontandoci su questi provini e sulla qualità dei partecipanti, emerge come i requisiti iniziali richiesti ai candidati fossero semplicemente intonazione e musicalità, oltre ad una certa capacità di adattamento e velocità di apprendimento, e per la natura stessa dello spettacolo, e per i tempi legati alla preparazione.
Gamba mi spiega come tecnicamente le canzoni che dovranno affrontare siano “difficili” (inteso nel senso tecnico) e che quindi la selezione ha portato naturalmente ad emerge quelli che considera veri e propri semi-­professionisti.
Alla fine dell’incontro i curatori dello spettacolo sono entusiasti. La bravura dei ragazzi è tale che decidono di selezionare tutti i presenti: piuttosto arriveranno a fare ruotare la loro presenza nel corso delle serate in cui la rappresentazione andrà in scena. Bisogna ammettere che stiamo parlando di un entusiasmo piuttosto contagioso e la curiosità di arrivare allo spettacolo è lievitata nel corso di tutto l’incontro.

L’impressione finale è di aver assistito ad uno degli step di un percorso nato e che fondamentalmente è portato avanti da passione e amore, per lo spettacolo in particolare ma anche per il teatro e le sue varie forme, che in questo caso coinvolgono anche la voce.
Che quello che è stato fatto in questa mattinata con questi ragazzi e che è stato fatto finora sia importante tanto quanto (e forse qualcosa di più) lo è mettere in scena lo spettacolo. Un modo di approcciarsi e percorrere questa strada che ci piacerebbe vedere con grande frequenza.


NOTE STAMPA:

Fonderie Limone Moncalieri
16 - 21 dicembre 2014

SPRING AWAKENING
tratto da Risveglio di Primavera di Frank Wedekind
libretto e testi Steven Sater
musiche Duncan Sheik
con Federico Marignetti, Arianna Battilana, Flavio Gismondi, Tania Tuccinardi
e con Noemi Baiocchi, Paola Fareri, Renzo Guddemi, Vincenzo Leone,
Chiara Marchetti, David Marzi, Albachiara Porcelli, Andrea Simonetti
e con la partecipazione di Gianluca Ferrato e Francesca Gamba
regia Emanuele Gamba
direzione musicale Stefano Brondi
coreografie Marcello Sindici
scene Paolo Gabrielli
costumi Desirée Costanzo
video Paolo Signorini, Raffaele Commone
disegno luci Alessandro Ferri
direzione artistica Pietro Contorno
Band Marco Susini/pianoforte - Fabrizio Balest/basso e contrabbasso
Emmanuele Modestino/chitarre - Raffaele Commone/batteria, percussioni e sequenze
Francesco Carmignani/violino - Simona Ciardini/viola - Martina Benifei/violoncello
TODOMODO MUSIC-All / in collaborazione con Ars Nova e La bottega del Verrocchio

La rivoluzionaria e “irrappresentabile” opera di Wedekind si trasforma in un inno di ribellione a suon di rock e musiche dal vivo.

“Mamma, perché non mi hai detto tutto?”. La giovane Wendla, adolescente nella Germania tardo ottocentesca, si lamenta perché non sa ancora da dove arrivino i bambini… Come lei, anche i suoi compagni di classe vivono i turbamenti che li investono con un misto di confusione e paura. L’unico a sembrare preparato sulla faccenda è il ribelle Melchior, che ha imparato tutto dai libri e conforta gli amici, dando consigli su sesso, erotismo e masturbazione. Il naturale e curioso risveglio dei sensi dei ragazzi si scontra, però, con l’ipocrisia e il tetro moralismo di una società adulta che li reprime, fino alla tragedia.

Scritto nel 1891 da Frank Wedekind, Risveglio di primavera dovette battersi fin dall’inizio con la censura. Pubertà, sessualità, omosessualità e aborto erano temi scabrosi per la puritana Germania del XIX secolo.
Il capolavoro di Wedekind ha tuttavia conosciuto una seconda “primavera” nella versione musical, scritta da Steven Slater e dal cantante rock Duncan Sheik, che ha debuttato nel 2007 a Broadway, sbancando il tavolo dei Tony Awards.
Ora il musical arriva in versione italiana, con la regia di Emanuele Gamba e la direzione musicale di Stefano Brondi: ≪Con Spring Awakening - scrive il regista - si canta quella meravigliosa combinazione di gioia, paura ed esaltazione che da sempre ragazze e ragazzi hanno provato per il dolce mistero dello sbocciare del proprio corpo≫.

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