LE TROIANE@Teatro Gobetti: dolore e angoscia sul palco - Gufetto Magazine

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LE TROIANE@Teatro Gobetti: dolore e angoscia sul palco

È andato in scena al teatro Gobetti dal 9 al 14 dicembre lo spettacolo “LE TROIANE” con Gianna Giachetti, Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti,Mariangeles Torres.

Pochi elementi sul palco, su tutti un piano ingombro di abiti, tende nere e quattro attrici. Musiche e luci misurate, contenute ed estremamente narrative. È il buio uno degli elementi cardine dello spettacolo: sono rari i momenti in cui il palco è in piena luce. Per il resto dello spettacolo l’oscurità incombe, pesante, prendendo possesso dello spazio sulla scena, e non solo per concentrare di volta in volta l’attenzione su di un personaggio. 

La musica, rarefatta, come alcuni suoni oltre il palco, suggerisce e sottolinea con forza quello che avviene sul palco e quello che avviene sul palco sono poche, dure, pure emozioni. Angoscia, dolore, che battono e vibrano sullo spettatore.
In alcuni, brevi passi le attrici cantano, e le loro voci, quello che ci mettono ben oltre il senso delle parole, fanno da riverbero, da cassa da risonanza al dolore, alla pena. Emozioni che ti stilettano con durezza e che ti rimarranno addosso, come l’eco delle loro voci che tornerà a risuonarti in testa, molto dopo lo spettacolo.

La performance delle quattro attrici è intensa. Volendo farla risulta difficile (e superflua) una classifica e l’accordatura, non solo musicale, tra di loro è molto efficace. Sono donne, sono madri, sono figlie, sono vittime quelle che calcano il palco. Sono le conseguenze della brutalità della guerra, che ti si rovesciano dentro, oltre la semplice empatia.


Note stampa

LE TROIANE / FRAMMENTI DI TRAGEDIA
Gobetti 9 – 14/12/14
progetto di Mitipretese (Mandracchia, Reale, Toffolatti, Torres)
con Gianna Giachetti, Manuela Mandracchia, Sandra Toffolatti, Mariàngeles Torres
scenografia e luci Mauro De Santis
musiche originali eseguite dal vivo Francesco Santalucia
costumi Cristina Da Rold

Quattro grandi attrici affrontano la storia dal punto di vista femminile, dando voce alla contemporaneità dei classici.
La guerra di Troia è finita. Dopo dieci anni di assedio, della citta di Priamo non restano che macerie e un immenso rogo. E poi i cadaveri, dei vinti e dei vincitori. Se la guerra cantata da Omero è l’archetipo di ogni conflitto, oltre il mito ci sono però le vite degli uomini. E quelle delle donne. Alle donne dei vinti – umiliate, lacerate dal dolore, svendute come bottino di guerra – è dedicata la tragedia di Euripide, di cui il collettivo Mitipretese porta in scena una riduzione, intrecciata ai versi di Seneca e interamente concentrata sulle quattro protagoniste. Elena, la straniera simbolo dell’eterno femminino; Andromaca, vedova di Ettore e madre del piccolo Astianatte, sacrificato all’arroganza dei vincitori; Cassandra, la veggente inascoltata che già medita vendetta; Ecuba, la grande madre attorno a cui tutte si stringono, attendendo il proprio destino su una spiaggia dell’Asia minore. Quest’ultimo ruolo vede la partecipazione di Gianna Giacchetti, grande artista del panorama italiano, con la quale Mitipretese ha il piacere di lavorare per la prima volta. Sono figure mitiche, ma anche «semplici donne di fronte all’angoscia della perdita – scrivono le attrici – sono madri e figlie, sorelle e spose e soprattutto vittime, tutte».

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