A chi ha trascorso in parte o interamente la sua vita a Genova e comunque a qualsiasi Italiano il ricordare i fatti successi in città durante quel terribile G8 del 2001 - svoltosi nei suoi eventi ufficiali prevalentemente sulla nuova nave (poi passata alla MSC) della fallita compagnia ‘Festival Crociere’ - non può non generare un senso di disagio per la ferita inferta alla città e alla nazione tutta, lacerazione che oggi a distanza di anni e di eventi peggiori pare persino un po’ meno grave anche per effetto del velo pietoso del tempo.
Difficile in sé disvelare attraverso una pièce su Genova l’aspetto chiuso e introverso della città, figurarsi poi se ci si addentra nelle dinamiche politiche di quei giorni in cui molti torti e ingiustizie sono stati compiuti da parte di molti, troppi.
Legittimi dunque a priori perplessità e dubbi su uno spettacolo che ripropone quei tristi momenti pur se decantati dalla polvere di più di due lustri, ma comunque da sempre ridiscussi con le varie percentuali di torto e di ragione e via a seguire a seconda di che ne disquisiva.
Invece no, lo spettacolo Zena! si propone come qualcosa di diverso anche se da parte di chi giovane come Alessandro Bontempi (di madre genovese) - regista e autore della pièce - si è trovato coinvolto negli eventi di quella giornata risulta evidente l’intento di non dimenticare e indurre a riflettere a mente serena.
Ecco allora nascere l’idea di mostrare come la gente comune, i cittadini di ogni ceto sociale siano stati condizionati da tali vicende e deprivati della possibilità di vivere normalmente, di fare la spesa, di ricaricare il telefonino, di sposarsi… insomma di vivere la normale routine o più semplicemente di vivere: un evento visto dal basso di una cronaca inventata, senza e indipendentemente da tendenze politiche, per esemplificare realtà vissute.
Uno spettacolo garbato, vivace, coinvolgente, illuminante e ottimamente recitato da 16 attori ben amalgamati e diretti, un omaggio a Genova e a suoi musicisti De Andrè, Paoli, Fossati, Lauzi… dei quali vengono cantate da Massimo Stingo sette canzoni con l’accompagnamento di Claudio Pozzi al pianoforte
Con la scoperta della vivacità culturale di Rovagnasco-Segrate, periferia di una metropoli come Milano, anche il piacere di trovare una vecchia cascina, la Cascina Commenda, ristrutturata nel 2002 e adibita in parte a delizioso piccolo teatro di proprietà comunale e affidato a TeAtrio, dinamica realtà che ne gestisce la programmazione aprendo il sipario un centinaio di volte nella stagione e gestendo anche una scuola di recitazione.
Un esempio encomiabile da incoraggiare e scoprire.
Info: www.spazioteatrio.it
























