Il burlesque - termine che deriverebbe dall’omonimo francese a sua volta tratto dall’italiano burla di etimologia incerta anche se alcuni la riferiscono al latino - è uno spettacolo di intrattenimento parodistico e satirico che affonda le radici in Inghilterra dove verso il XIV secolo compaiono alcune opere letterarie in prosa e in versi relative a tale genere prolificando numerose nei secoli XVIII e XIX nel severo periodo vittoriano quando assumono l’aspetto di passatempo in virtù della progressiva modifica di alcune caratteristiche. Esportato negli altrettanto rigidi Stati Uniti, aggiunge nuove sfumature di genere, stile e contenuto, acquistando popolarità in ogni livello sociale.
Partito dunque dall’Europa come genere comico e teatrale, oltreoceano vira verso lo showgirl con utilizzo dello strip oltre all’aggiunta di numeri di danza del ventre e di aspetti tipici della clownerie circense. È la censura che negli anni venti del Novecento pian piano riduce allo stato latente questo genere di spettacolo.
Verso la fine del secolo scorso, sull’onda di un revival dell’antico nasce il new-burlesque con stelle che assurgono presto a fama internazionale.
Nel 2010 il film omonimo - scritto e diretto da Steven Antin con Christina Aguilera, sensuale e radiosa protagonista, e Cher fra le interpreti - lo rende noto a livello mondiale. In Italia è stato conosciuto dal grande pubblico non molto anni fa quando a Sanremo si è esibita Dita Von Teese, tra le più note star, che si è conquistata un vasto consenso.
Reduce dai successi del West End di Londra, sta trionfando in questi giorni sui palcoscenici italiani An Evening of Burlesque, brioso e arguto spettacolo risultato di un mix di danza, musica, magia e sensualità lieve, raffinata, ironica e priva di volgarità con showgirl-dive dai favolosi costumi luccicanti di lustrini e soprattutto capaci di coniugare talento e malizia grazie a un perfetto possesso del proprio corpo.
Assistendo allo spettacolo è impossibile non pensare anche alla gaudente Francia della Belle Epoque con il Moulin Rouge dove trionfa una nuova travolgente e vietatissima danza, il can can: vien quasi da sperare che su una poltrona accanto sieda ammirato Henri de Toulouse-Lautrec che tanta ispirazione ha tratto da quel mondo del quale ha lasciato una vivida memoria nella sua multiforme produzione pittorica tra cui gli straordinari manifesti.
Sul palco, però, non c’è la ballerina Louise Weber soprannominata La Goulue (golosa), ma la scoppiettante e coinvolgente (anche per chi non conosce l’inglese) Coco Dubois che canta magnificamente e presenta: tra le altre tutte bravissime Amber Topaz eccezionale cantante-ballerina dalla perfetto controllo di tutti i suoi muscoli, Chloe Lloyd la ragazza hula hoop, Slinky Sparkles nuova Marylin e Chrys Columbine capace di coniugare il fascino musicale del Notturno di Chopin con il malizioso liberarsi di abiti, corsetti…
Sorpresa in questo spettacolo in genere al femminile (con performer in grado di autogestirsi senza impresari) la presenza dello straordinario Conte Adriano Fettuccini, il giocoliere che da vero gentiluomo della City… esegue uno spassosissimo striptease naturalmente in stile Union Jack.
Il tour italiano, organizzato da Barley Arts, prosegue per ora a Padova, Ferrara e Villafranca (Ve) rispettivamente il 3, 4 e 5 febbraio 2012, ed è ‘un peccato’ non vedere questo gradevolissimo Burlesque per la sua vena di comicità anche se non più rivolta al sociale come succedeva soprattutto nell’Ottocento.
Un plauso alla band gagliarda per l’età e le qualità interpretative.
























