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Ippolito@Teatro Sala Uno - Roma

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Dal 31 gennaio al 5 febbraio l’Associazione culturale La Fonte di Castalia presenta al Teatro Sala Uno di Roma Ippolito di Euripide, scritto e diretto da Marco Blanchi. Il dramma prende vita da un capriccio divino. Afrodite (Rebecca Valenti) è offesa da Ippolito (Ivan Ristallo), il figlio di Teseo (Francesco Marzi), che preferisce a lei Artemide (Valeria Longo) e all’amore la caccia. La dea insinua nel cuore di Fedra (Siddharta Prestinari), seconda moglie di Teseo, un amore folle e incontrollabile nei confronti del figliastro. L’amore diventa per la donna malattia  e follia fino a che, consumata dal suo sentimento ma condizionata dalle convenzioni sociali, nel tentativo di conformarsi a valori morali  si convincerà che l’unica soluzione per distruggere tale desiderio è il suicidio. Il contrasto tra  passione e castità e tra le due divinità che le rappresentano è una la lotta che si trasferisce nella coscienza della donna . Ma quando la sua ancella (Marika Murri)  rivela ad Ippolito l’amore della sua padrona, Fedra sente la collera del giovane, caratterizzato da un disprezzo per le donne che arriva alla misoginia, e si impicca. Per non essere giudicata neppure dopo la morte, in una mano stringe un biglietto in cui accusa Ippolito di averla violentata. Al suo ritorno a palazzo, Teseo, tra le grida dei servitori, scopre il corpo senza vita della moglie. Colmo d’ira condanna Ippolito all’esilio e chiede al Dio Poseidone di uccidere il figlio, che invano tenda di discolparsi.  La rappresentazione si sviluppa isolando  singole scene come quadri autonomi. Al centro della vicenda i conflitti di forze contrastanti , la ragione e la passione. Della prima sono portavoce la nutrice e i servi, destinati comunque a rimanere inascoltati. Della seconda, invece, lo sono i protagonisti. Costumi (Cinzia Falcetti e Anna Mugnai) e scenografia ( Maurizio de Pillis) restano fedeli al sapore antico della tragedia greca di Euripide, di cui, in questa versione che” immette lo spettatore  dentro la sottile rete dei moti dell’animo, mostrandoci come ogni protagonista sia in realtà vittima di un gioco più grande di lui, un gioco divino”, riscontriamo il pathos, l'esasperazione della tensione drammatica “ . Sul palco anche Fulvio Barigelli, Rossella Giammarinaro, Giulia Oliva, Giacomo Mattia, Tiziano Ferracci . Disegno luci Gianni Grasso, fonico Alberto Maria Del Re.

                                                                                                Rachele Fortuni

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