Dal 26 al 29 febbraio al teatro Trastevere è in scena Il ritratto di Dorian Gray, la celeberrima storia di Oscar Wilde, con regia e adattamenti di Ylenia Petrelli. Per la sua versione, la regista sceglie un Dorian proiettato nella Londra degli anni '80 e lo rende così un personaggio attuale e universale. Le musiche affidate ad Andrea Giorgietti avvicinano nel tempo un romanzo del 1890, con colonne sonore che variano dai Duran Duran ai Nirvana ed altri gruppi trasgressivi ed emblematici che accompagnano la trasformazione di Dorian che come un dandy-bohemien è alla ricerca di una vita senza limiti né freni. Una compagnia di giovanissimi attori (Marco Mabritto, David Miller Vultaggio, Alessandro Giova, Cristina Filardo) sono immersi nel mondo delle “cose belle”. Lo scenografo Filippo Saccà crea uno sfondo che pone l'arte in primo piano. Tra olori, luci, ombre e musica, la storia si svolge nella stanza del pittore Basyl, con i suoi quadri e il cavalletto da cui scaturirà il quadro maledetto. La scena inizia in silenzio e senza proiettori al di sopra del palco ma anche sotto, mentre gli spettatori ancora trovano posto tra le poltrone, come a segnare una continuità tra arte e vita, tra una persona e un ritratto, tra un attore e un personaggio, al di là del sipario e degli spettatori. Quando il pittore Basil lo incontra per la prima volta, Dorian è un ragazzo ingenuo, dal volto angelico e inconsapevolmente bello. La purezza che lo contraddistingue viene però corrotta dall'invidia per il suo stesso ritratto. Lord Henry rappresenta il volto della società e delle apparenze che rendono reale il proprio riflesso. Il ritratto di Dorian Gray è la storia di uno scontro tra tre personalità, seducente ma anche pericolo, come rivela lo stesso Wilde: "Basil Hallward è quello che credo di essere, Lord Henry Wotton è come il mondo mi dipinge e Dorian Gray è quello che mi piacerebbe essere". L'attrice che interpreta Sybil si presenta recitando un monologo tratto da Romeo e Giulietta che rende breve ma intenso il suo ruolo sul palco. Y. Petrelli si è laureata al Dams di Roma Tre nel 2006 e nel 2011 ha debuttato per la prima volta come regista in Trilogia sulle eroine greche. Spiega così il perchè di questo spettacolo:
“Nasce dalla mia volontà di approfondire il rapporto tra l'artista e la sua opera d'arte, analizzando anche i dubbi e i sentimenti che scaturiscono dalla creazione, la ricerca tormentata verso la perfezione artistica e il rapporto e lo scambio continuo che intercorre tra arte e vita.”
Giulia Paciotti
























