La capacità di far ridere a crepapelle con un testo semplice e lineare è il punto di forza di Due mariti ed un matrimonio, protagonista al Teatro De'Servi. La storia è un paradigma dell'amore al tempo della crisi: nel salotto di casa di una dottoressa salutista e petulante, tre donne si confrontano sulla fuga dall'altare di una di loro, Mimì, la quale ha preferito stordirsi con improbabili calmanti e nascondersi in un congelatore piuttosto che affrontare il fatidico sì con Rodolfo, il cosiddetto "uomo della sua vita". A fare da controparte al terzetto chiacchierone ci sono il quasi-marito di Mimì, una misteriosa e travolgente transessuale brasiliana e l'ansiosa sorella della sposa fuggitiva, preda dell'ansia da perfezione. Tutta la vicenda ha il suo nucleo centrale e il suo punto di svolta nella visione della vita delle tre donne e nel rapporto che queste intessono con gli uomini. Ironia della sorte, però, sarà proprio l'irrompere sulla scena di un altro personaggio maschile, inatteso e dalla sconvolgente storia, che condurrà la vicenda verso un esito che, forse, metterà tutti d'accordo. In primo luogo, occorre rilevare come la sceneggiatura mescoli perfettamente in una cornice comica elementi di psiconalisi e altri che pertengono a cliché sulla condizione femminile della nostra epoca. Le tre donne, infatti, sono caratterizzate da piccole e grandi nevrosi, ma anche da aspetti tipicamenti femminili quali una curiosità esasperante e un'immancabile dose di civetteria. La scenografia, essenziale ma non scarna, isola le tre donne in un salotto che, a ben guardare, più che intimità genera una sensazione di angustezza, quasi a sottolineare la condizione precaria in cui si trova la vita di Mimì, ma che in fondo riguarda anche la scanzonata Gianna, sempre alla ricerca di un uomo di cui non si vede l'arrivo, e soprattutto Luisa, padrona di casa all'apparenza arida, ma che nasconde grandi frustrazioni. Il bello, però, è che tutto è affrontato senza drammi e lo spettatore, una volta tanto, esce da teatro con il sorriso sulle labbra. Perfetta la sintonia tra gli attori, soprattutto tra i personaggi femminili, tra i quali spicca la simpaticissima Pia Engleberth, la cui ironia è la vera protagonista di uno spettacolo che, a parere di chi scrive, è indubbiamente da vedere.
Marco Pelliccioni
























