Dal 12 al 22 gennaio il Teatro Accènto, nel suo spazio intimo, ma grande abbastanza per le idee, ospita la storia di Roma: singolare, femminile di Pascal La Delfa e Angela Di Noto per la regia di La Delfa. Le donne che hanno vissuto Roma, poste in secondo piano nella loro epoca, vengono qui rievocate. I loro fantasmi sono chiamati a parlare, a svelarsi e a scoprirsi del velo che le ha tenute nascoste per troppo tempo. Un'intervista a chi ha accompagnato la vita dei grandi personaggi e dei grandi periodi che la città ha attraversato. Il filo conduttore che unisce le donne e le loro storie, apparentemente slegate e lontane nel tempo è Elsa Morante, grande scrittrice e narratrice, che appare come una visione fuori campo, la voce che conduce lo spettatore lungo tutto il percorso. Nei libri non si parla di cosa accadeva nelle vite di queste persone, quali erano le convenzioni dei loro tempi, cosa potevano o non potevano fare o cosa ci si aspettava che facessero. La storia studiata sembra lontana dal mondo attuale e dalla vita di oggi, la si guarda come ad una leggenda verosimile e forse attendibile, ma attraverso questo spettacolo si entra negli abitati dei grandi personaggi che finalmente si scoprono del loro mistero, celato dietro parole di libri, film o quadri, imprigionati in date convenzionali da ricordare e mai raccontati come persone e non come personaggi.
Da Paolina Borghese a Santa Caterina, dall'avvocatessa Afrania a Donna Olimpia Maidalchini e altre donne che vedono con occhi diversi la Roma di sempre, a concludere con la grande attrice Anna Magnani. Gioco di luci e ombre che a tratti scoprono e ad altri nascondono. Le figure e le storie emergono dal buio, lottano per spogliarsi della loro veste di fantasmi dimenticati. Nel buio della sala, sola con la luce di un candelabro, entra in scena la Papessa Giovanna per poi tornare insieme alle altre protagoniste nell'oblio del loro mistero. Caratterizzano la scenografia solo elementi essenziali che denotano il periodo e il contesto storico: mode, vestiti, acconciature e oggetti appartenenti a rituali della quotidianità. Proiezioni visive e voci fuori campo narrano e guidano attraverso il tempo. Le protagoniste si scambiano, si susseguono e con loro scorre la storia come in una pellicola cinematografica che si sofferma sui piccoli momenti. La storia è come una sfera, non ci sono lati né angoli e per conoscerla e trovarne le chiavi di sviluppo bisogna analizzarla ruotandola in ogni sua parte. A raccontare sono solo le parole, monologhi rivolti al pubblico e a chi sia disposto ad ascoltare. Attrici di grande versatilità ed espressività sono le protagoniste femmine della storia romana: Annalisa Aglioti, Paola Borgia, Gilberta Crispino, Alessandra Flamini, M. Flora Giammarioli ed Emanuela Vittori.
Giulia Paciotti
























