Una lussuosa suite di un albergo londinese è illuminata da una luce soffusa. Un uomo d'affari, apparentemente realizzato e soddisfatto, riceve l'inaspettata visita di una donna dagli abiti sgargianti e dal portamento elegante e risoluto. E' la sorella del suo migliore amico, a suo dire; nel fluire dei ricordi, delle recriminazioni e dei rimpianti, il passato rivive nelle emozioni del presente. Eppure, l'identità della sua interlocutrice continua a essere poco chiara al ricco affarista. Così, tra domande incalzanti e risposte mai del tutto esaustive, due amici le cui esistenze hanno percorso un binario comune, poi sdoppiatosi in due rette parallele apparentemente destinate a non rincontrarsi più, cercano la risposta a tutte le domande che hanno assillato le loro vite. Ma queste risposte saranno davvero la spiegazione di tutto? O, forse, sono semplicemente il preludio a un nuovo, più inquietante interrogativo? L'Appuntamento a Londra di David Sebasti e Pamela Villoresi è un caleidoscopio di pensieri, emozioni, paure, che cambiano continuamente aspetto in una dimensione che a tratti si fa onirica. I due personaggi, infatti, sono l'uno il riflesso dell'altro: ognuno di loro ha trovato nella controparte la ragione di vita e, allo stesso tempo, il colpevole della caduta. Una separazione di trent'anni ha tenuto lontani i loro corpi, ma costante è l'intrecciarsi dei loro destini, delle loro anime. Ora, forse, i due amici troveranno finalmente la loro identità, ma in un continuo avvicendarsi di chiiarezza e ambiguità il loro vissuto reale finisce per confondersi con il sogno e i loro desideri con le loro fobie più profonde. La scenografia, attraverso un sapiente gioco di luci e ombre e l'uso appropriato di un telone trasparente che a tratti separa la platea dagli interpreti, sposa perfettamente il testo di Mario Vargas Llosa evidenziando la dimensione interiore e introspettiva dello spettacolo. La straordinaria interpretazione dei due attori tiene lo spettatore incollato alla poltrona, regalandogli anche la possibilità - cosa non poi così frequente al giorno d'oggi - di cercare una risposta senza la certezza di trovarne una esatta. La pièce, per la regia di Maurizio Panici, sarà in scena al Parioli fino al 22 gennaio.
Marco Pelliccioni
























