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Sono pulp perché mi chiamo Bukowski@Teatro dell'Orologio - Roma

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Surreale ed eccesso: queste le parole chiave atte a identificare e spiegare uno spettacolo liberamente ispirato a Pulp. Una storia del XX secolo, ultimo romanzo di Charles Bukowski. Il palcoscenico del Teatro dell'Orologio si tinge di giallo e di noir, ma con un pizzico di commedia borghese: Sono pulp perché mi chiamo Bukowski mette in scena le vicende grottesche e contorte vissute dall'investigatore privato Chuck Malone, un uomo di mezz'età alcolista e in sovrappeso raccomandato ai suoi clienti da un misterioso Garcia. Clienti la cui identità in più casi oltrepassa i limiti del paradosso: l'affascinante e inquietante Donna Morte ordina a Chuck di scovare il nascondiglio dello scrittore Bukowski, sfuggitole una ventina d'anni prima (e interpretato in modo magistrale da Filippo Dionisi); il debole Carmine lo supplica di allontanare da lui un'aliena dominatrice e onnipresente; lo stesso Garcia lo costringe a cercare una fantomatica Fenice Rossa, che diventerà poi l'elemento trainante verso un finale affatto scontato. Il testo dello spettacolo risulta a tratti eccessivamente oscuro: la ricerca del surreale a tutti i costi finisce per non coinvolgere del tutto lo spettatore, che rimane piuttosto freddo di fronte a personaggi che, forse, non riesce a comprendere del tutto. Ben riuscita, invece, la scenografia, la quale riproduce lo squallido appartamento, usato anche come ufficio, di Malone: un fondale dipinto a dittico rappresenta da un lato una piccola biblioteca, dall'altro un armadio pieno di liquori e alcolici vari, metafora della vita dell'investigatore, diviso tra le scartoffie del suo mestiere, motivo di orgoglio e di autostima, e la bottiglia come luogo d'evasione e di autocommiserazione. Un sapiente gioco di luci e ombre genera effetti visivi ricercati e onirici, valorizzati anche dalla scelta di tinte piuttosto sgargianti negli abiti dei personaggi. Oltre all'ottima interpretazione del già citato Dionisi nei panni dello scrittore scomparso, risultano convincenti anche la recitazione di David Milita (Chuck Malone) e quella di Andrea Posca, che stupirà il pubblico in due diversi ruoli piuttosto sopra le righe.

Marco Pelliccioni

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