Cosa c'è di meglio, per animare una serata un po' monotona, che indagare su un misterioso omicidio? Figurarsi, poi, se questo efferato delitto avviene proprio tra le mura della propria abitazione. Se, poi, il tragico evento era stato preannunciato con precisione su un sito web, si è davanti a una perfetta Serata omicidio. Il Teatro De'Servi si tinge di giallo, sebbene, a conti fatti, la tinta che prevale nell'accattivante sceneggiatura di Giuseppe Sorgi sia il rosa. Sì, perché a fare da protagonista all'ingarbugliata vicenda è un gruppo chiacchierone e colorato di donne, le quali, nel salotto di un appartamento ancora in fase di arredamento, si confrontano (e scontrano) tra loro per scoprire movente, vittima e colpevole di un delitto che ancora deve accadere. Ognuna delle improvvisate investigatrici calza a pennello i panni di un tipo diverso di donna: all'inizio ci sono in scena la giovane proprietaria di casa, un po' burbera e scurrile, e l'immancabile migliore amica, sbadata e dal carattere tendente alla "macchietta"; poi irrompono sulla scena una zelante appassionata di gialli di Agatha Christie, impaziente di applicare alla realtà i segreti carpiti al suo amato Poirot, una misteriosa donna in nero, vedova di se stessa, e un'inquietante stalker alla disperata ricerca di un uomo. L'arrivo inatteso di un investigatore e un improvviso colpo di pistola sconvolgeranno l'equilibrio precario del gruppo e condurranno la vicenda verso un sorprendente epilogo. Lo spettacolo è basato su un testo semplice, leggero ma allo stesso tempo frizzante, che non lesina battute mordaci ma che è affidato in maniera rilevante alla mimica facciale delle attrici, le quali sposano perfettamente i ruoli loro assegnati, riuscendo a tenere lo spettatore incollato alla sedia. La scenografia è piuttosto scarna ed essenziale: due sedie d'epoca, qualche poltrona e cellophane. Tutto è in fieri: l'appartamento, già abitato ma non ancora ultimato, il delitto, annunciato e non ancora compiuto e, soprattutto, le personalità delle donne, ognuna delle quali, alla fine, dimostrerà di essere un caleidoscopio di emozioni diverse. Il tutto, ovviamente, condito da tanta ironia e da uno sguardo divertito sulla donna.
Marco Pelliccioni
























