
Dopo il successo della prima edizione, torna la rassegna Sguardi S-velati: punti di vista al femminile, con 14 spettacoli dal 4 ottobre al 20 novembre al Teatro Due Roma. Dal 18 al 20 novembre è in scena la prima europea di Sister, Cousin, Aunt di Dave Johnson, l'ultimo spettacolo della rassegna. Si svolge in un unico atto, la cui ambientazione è racchiusa tra le mura di una stanza. Nella casa, ambiente nel quale la donna è tradizionalmente plasmata, le tre protagoniste si muovono in una dimensione atemporale, dove gli stereotipi del mitico focolare domestico vengono sfatati. L'amato nido familiare del poeta Pascoli, luogo di protezione e di sicurezza, si rivela tana di violenze indomabili che si celano dietro donne con volti di bronzo. Le attrici interagiscono tra loro o parlano con se stesse. Il palco diventa una vetrina sulla vita convenzionale delle donne: loro chiacchierano, si dedicano alla pulizia, si specchiano, apparecchiano e sognano ad occhi aperti. Nella solitudine della propria singola esistenza, si pongono di fronte al pubblico, la luce si affievolisce creando un ambiente intimo che richiama il silenzio dei pensieri. Il ritmo andante della storia è scandito da scambi di opinioni e conversazioni animate sull'importanza e la necessità dell'amore di un uomo.
Sorella, cugina e zia (Lydia Biondi, Laura Caparrotti, Giulia Adami) sono tre punti di vista al femminile, tre piccoli cosmi. La Sorella è una giovane sognatrice e romantica, la Cugina è una donna pessimista che alla fine si ritrova ad ammettere: “La presenza di un uomo riempie la casa”. La Zia l'amore l'ha trovato e illumina le due ragazze di nuove speranze. Una donna deve farcela a sopportare tutto: la paura di non essere amata e rispettata da un uomo che forse neanche arriverà. La vera protagonista è l'Attesa, che con lo scorrere del tempo, uccide la speranza. Le tre donne, stanche di sperare, si adagiano sul divano, ognuna con il proprio dolore. Qualcuno bussa alla porta, ma ormai è tardi. Tutto è perduto e a bussare forse è proprio la Morte, al di là dell'occhiello. L'autore cede a Ovidio il ritmo della narrazione, la storia si svolge infatti accompagnata dalle sue parole. Ma la vita è un tema da svolgere, non un libro da leggere.
L. Caparrotti è regista, traduttrice e collaboratrice dell'autore. D. Johnson con questo spettacolo lancia uno sguardo solidale alle donne nei piccoli centri del Sud degli Stati Uniti, ricavandone uno spettacolo di sensibilizzazione e di rivelazione sul mondo femminile, dove le rose nascondono sempre le spine.
Giulia Paciotti
























