Pièce dai grandi numeri - uscita nel 1952 dalla geniale e creativa penna di Agatha Christie che adatta il racconto Tre topolini ciechi al teatro facendone un capolavoro ancora oggi capace di restituire con grande freschezza e icasticità una sapiente mélange tra commedia, dramma e mystery - viene oggi rappresentata in una godibilissima e ben riuscita versione nello storico Teatro milanese dalla Compagnia Attori & Tecnici diretta da Stefano Messina.
In una scenografia dai dettagli ben curati che rendono magnificamente l’atmosfera di un’antica casa inglese, trasformata dai due inesperti proprietari in un albergo, giungono i primi clienti mentre fuori imperversa una tormenta di neve che rischia di isolare l’abitazione situata in una campagna non così remota trovandosi a circa mezz’oretta da Londra.
Una radio d’epoca trasmette musiche anni ’50 inframmezzate da notizie: una riguardante un atroce delitto da poco commesso nella capitale finisce con il carpire l’attenzione degli abitanti e del pubblico che viene portato dentro la casa o per meglio dire si ha la sensazione palpabile che la platea altro non sia se non un ambiente di questa magnetica dimora ricca di storia e destinata a vedere svolgere eventi al di fuori della norma...
E per quanto attiene alla normalità anche i cinque ospiti, di cui uno inatteso e a suo dire costretto dalla situazione meteorologica che si va facendo sempre più drammatica, forniscono quadretti sul crinale quanto meno della stranezza.
Vite sconosciute e misteriose - con passati da dimenticare o da nascondere e problematiche del presente vissute in modo diverso a seconda dei singoli caratteri - che potrebbero incontrarsi e comunicare per il desiderio di conoscersi al di là delle naturali diffidenze reciproche.
Ma la socializzazione viene forzata e alterata dall’arrivo, preannunciato da una telefonata drammaticamente interrotta dalle avversità atmosferiche, sci ai piedi (vista la situazione) del sergente Trotter della polizia di Scotland Yard.
Incaricato di proteggere da un incombente e minaccioso pericolo l’incredulo gruppo, il poliziotto cerca di sondare gli animi, scavare nelle storie personali e incoraggiare a raccontare il proprio vissuto per impedire e poi risolvere un mistero che va facendosi sempre più fitto e angosciante complice anche l’isolamento ormai totale per l’interruzione della linea telefonica: intemperie o altro?
Comicità, umorismo e una vena continuata di suspense aleggiano con equilibrata armonia durante i due atti grazie all’ottima interpretazione degli attori coesi e ben guidati dall’abile mano della regia che ha costruito uno spettacolo veramente adatto a tutti così come era nell’intenzione della creatrice del giallo.
























