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Attento a come parli@Teatro Martinitt Milano

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Nella gradevole e recentemente rinnovata sala del Teatro Martinitt di Milano un sabato qualunque (12 novembre) che rivela improvvisamente caratteri di storia.

Si assiste con un pubblico di tutto rispetto anche dal punto di vista della quantità - considerata la temperie storico-economica - ad Attento a come parli, spettacolo prodotto, diretto e recitato da giovani (Compagnia Stabile TeAtrio).

Già dalle prime battute si sciolgono ogni riserva grazie all’atmosfera vivace e divertente creata dagli attori che impersonano uno strampalato gruppo di amici e vicini di casa alle prese con le normali fatiche del vivere aggravate dalla cronica allergia al lavoro di alcuni i quali finiscono per trasformare in vittima il locatario (l’unico che pare essere occupato e percepire un normale stipendio anche se sta vivendo le difficili e contraddittorie fasi di una separazione) dell’appartamento in cui si muovono alla ricerca di sé.

Ma uno di loro dall’apparenza pacata e tranquilla spezza il ‘normale’ tran tran quotidiano asserendo di avere scoperto il segreto alchemico - legato alla parola - che permette di calcolare e stabilire per ciascun uomo il momento della dipartita dalla vita terrena, prodromo dell’immortalità ricercata da sempre attraverso strade magiche parallele alla razionalità.

Troverà credito questa bizzarra storia presso il gruppo? Verranno utilizzate le ‘nozioni’ acquisite e si cercherà di sperimentarne la veridicità? Gli avvenimenti successivi saranno veramente guidati dalla volontà di pochi o frutto di pura casualità?

L’intervento di un personaggio che crede di avere acquisito divine doti di sempiterna inamovibilità e immortalità sorprende divertendo il pubblico e porta a un finale prestabilito che viene improvvisamente sovvertito dall’evento storico della serata ed ecco il nostro regista/autore/attore che dopo gli applausi finali ne crea improvvisamente e all’impronta uno nuovo...

Veramente bravo Alessandro Bontempi e padrone della scena insieme a tutto il gruppo affiatato che interpreta con equilibrata e posata misura personaggi volutamente caricaturali capaci di indurre tutte le sfumature della risata.

Chissà perché alcuni piccoli teatri si ritrovano con nomi poco conosciuti, ma di grande valore e certamente più validi di alcuni che frequentano i grandi circuiti: possibile che contino più una fama non sempre meritata piuttosto che il valore effettivo che emerge e sboccia meravigliosamente in ogni dove?

Restano la curiosità di conoscere il nuovo finale e la soddisfazione per avere assistito a un’opera di qualità ottimamente recitata dalla ‘Compagnia Stabile TeAtrio’, premiata lo scorso giugno alla Rassegna Teatrale T-Factor.

Consigliabile fino al 20 novembre a tutti coloro che al di là delle apparenze voglio arrivare alla sostanza.

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