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Le cinque rose di Jennifer@Teatro dell'Orologio - Roma

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Un dolce profumo di rose guida lo spettatore dinnanzi a un palcoscenico circondato da petali rossi. Rossi come la passione, rossi come il sangue. All'interno dello spazio scenico, immersa in una luce soffusa e romantica, lei: Jennifer, un travestito napoletano che vive in solitudine all'interno di un monolocale. Accanto a lei, sul palcosenico, troneggia un telefono rosa, a buon diritto coprotagonista dello spettacolo: infatti, Jennifer riceve le telefonate più svariate, molte delle quali non dirette a lei, a causa di continue interferenze. Ed è sempre al telefono che il travestito affida le sue speranze più profonde, personificate in Franco, un ingegnere genovese con il quale ella avrebbe iniziato una relazione tre mesi prima. L'attesa spasmodica della telefonata di Franco è scandita dalle struggenti canzoni trasmesse dalla radio, tutte appartenenti al repertorio di Mina, Patty Pravo e Romina Power. Canzoni che fanno da sottofondo a continui cambi d'abito, che Jennifer sfoggia con grazia e con eleganza. Tuttavia, l'atmosfera romantica è a tratti bruscamente interrotta dalle notizie di continui omicidi di transessuali nel quartiere di Jennifer, evidentemente opera di un maniaco. Jennifer non sembra particolarmente angosciata per i fatti di cronaca che avvengono accanto a lei, finché sulla scena irrompe Anna, inquietante travestito, che narra la sua storia di sofferenza e di privazioni e il suo amore per Rosinella, una gattina che vive a casa sua. Il confronto tra le due esistenze sarà senza esclusione di colpi, finché un imprevedibile e tragico finale chiuderà il cerchio e costringerà la platea a una profonda riflessione. Le cinque rose di Jennifer di Ruccello è uno spettacolo che non dà risposte: fin dalle prime battute lo spettatore si interroga sulla storia di Jennifer, sulla possibilità che il misterioso Franco possa realmente materializzarsi sulla scena, sull'inquietante e inaspettata presenza di Anna sul palcoscenico e, naturalmente, sull'identità del terribile maniaco la cui presenza incombe come un incubo senza risveglio sulla vita della protagonista. Tutte domande, queste, che non avranno mai una risposta esaustiva e definitiva. La scenografia, d'altra parte, privilegia l'introspezione: arredamento scarno, luci soffuse, a tratti persino il buio, calano la platea in una dimensione intima e solitaria. Solitaria, sì. Perché, forse, la domanda che più di tutti assillerà gli spettatori all'uscita sarà se il vero assassino che ha sete del corpo e dell'anima delle persone, di tutte le persone, possa avere l'aspetto di un essere umano o piuttosto di una sensazione che logora dentro, quale la solitudine.

Marco Pelliccioni

 

Info e prezzi:    http://www.atrapalo.it/spettacoli/le-cinque-rose-di-jennifer_e50273/

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 27 Ottobre 2011 07:43 )  

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