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Improvvisamente l’estate scorsa@Teatro Elfo Puccini Milano

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Splendida ed emozionante l’edizione di Improvvisamente l’estate scorsa messa in scena al Teatro Elfo Puccini di Milano (fino al 30 maggio) dalla compagnia diretta da Elio De Capitani che torna a Tennessee Williams dopo quasi vent’anni dall’allestimento per il Festival dei due mondi di Spoleto di ‘Un tram chiamato desiderio’ (1993).

Tennessee Williams (Columbus 1911 - New York 1983) nel 1939 cambiò il nome di battesimo (Thomas Lanier) perché - come scrive parlando di se stesso - a un certo punto lo ritenne compromesso dai testi poetici giovanili da lui giudicati di scarso valore (compresi tre sonetti dedicati alla primavera che gli avevano fatto vincere, assegnatogli da un club femminile, il primo alloro letterario). Inoltre giudicava ‘Thomas Lanier’ un nome adatto a uno di quegli autori “che dedicano intere serie di sonetti alla primavera”. Scelse di chiamarsi Tennessee (probabilmente da lui giudicato più virile) riferendosi all’aver i suoi avi combattuto per la conquista di quel territorio.

Fu uno dei maggiori drammaturghi statunitensi del Novecento, negli anni in cui nonostante censure moralistiche (il famigerato ‘Codice Hayes’) e politiche (il maccartismo) il Teatro americano si affermò in tutto il mondo grazie ad autori di notevole spessore e modernità.

Il primo grande successo ‘Lo zoo di vetro’ (1944) giunse quando scriveva per il teatro da circa dieci anni e aveva già vinto nel 1939 il premio Rockefeller con gli atti unici ‘American Blues’. È di tre

anni dopo (1947) ‘Un tram chiamato desiderio’ che lo imporrà al mondo intero.

La vena creativa di Williams alternò periodi di grande potenza espressiva ad altri di minor efficacia (anche se in questi scrisse testi come ‘La rosa tatuata’ da cui fu tratto il bel film con Anna Magnani e Burt Lancaster) fino al 1955, anno de ‘La gatta sul tetto che scotta’ e al successivo (1957) ‘Improvvisamente l’estate scorsa’, frutti forse dell’ultima stagione di grande e originale ispirazione.

Improvvisamente l’estate scorsa è un testo potente, di grande fascino e coraggio, che avvince lo spettatore con la sua forte tensione drammatica: naturalmente - come nel caso dell’edizione in scena all’Elfo Puccini - deve poter contare su regia e interpretazioni in ‘stato di grazia’.

Scritto in anni difficili (quelli del ricordato ‘Codice Hayes’), è un dramma sull’omosessualità e sulla famiglia come incubatrice di ‘diversità’ e proiezione condizionante della società esterna da cui è a sua volta condizionata.

Importanti gli aspetti autobiografici. L’omosessualità di Sebastian (protagonista e perno del dramma) è quella di Williams, entrambe apparentemente ignorate dalla famiglia: Sebastian presentato dalla madre come ‘puro spirito di poesia’ e l’autore dileggiato negli anni giovanili dal padre perché i suoi comportamenti non corrispondevano a quelli tipici di un ragazzo del ‘profondo sud’. Anche l’apparente pazzia di Catherine Holly (testimone traumatizzata della tragica fine del cugino) che la madre di Sebastian vorrebbe far lobotomizzare - per impedire di far emergere la volutamente ignorata verità sul figlio - ha radici nel vissuto familiare di Williams con la sorella ‘rea’ di essere soggetta a scompensi psichici e vittima di una lobotomia voluta dalla madre.

La figura di Catherine è quasi un omaggio alla sorella verso la quale Williams sentì sempre un senso di colpa, mentre in Mrs Venable (la madre di Sebastian) vi è certamente il risentimento del drammaturgo verso la propria madre.

Williams in Improvvisamente l’estate scorsa ha avuto il coraggio di dissacrare la figura materna (si pensi anche alla squallida madre di Catherine) in anni in cui era rappresentata sempre come ‘l’angelo del focolare’.

La splendida edizione dell’Elfo Puccini si avvale di un cast di ottimo livello: dalla misurata interpretazione del dottor Cukrowicz di cui Cristian Giammarini sottolinea con efficacia dubbi, ricerca della verità e onestà, a quella intensamente drammatica di Cristina Crippa perfetta interprete delle ambiguità di Mrs Venable e del suo ossessivo, esclusivo e morboso rapporto con il figlio.

Su tutti però eccelle la giovane Elena Russo Arman che dà di Catherine Holly un’interpretazione indimenticabile per la commovente e coinvolgente intensità con cui ne fa rivivere la crescente sofferenza nella liberatoria ricostruzione dei tragici eventi.

Gran merito è anche della regia di Elio De Capitani che - in una simbolica scenografia (il giardino-foresta creato da Sebastian, immagine cupa e tormentata del suo animo, ma anche di una società che rifiuta il ‘diverso’ e lo porta all’autodistruzione) - sposa efficacemente il dramma psicologico con i ritmi di un thriller alla Hitchcock verso il trascinante finale in cui scanditi dalla drammatica contrapposizione tra le parole di Catherine e l’espressivo silenzio di Mrs Venable vengono descritti tra realtà e allegorie in un tormentoso crescendo gli ultimi momenti di Sebastian.

Un lavoro da vedere assolutamente.

 

La scheda

Titolo: Improvvisamente l’estate scorsa

Regia: Elio De Capitani

Regista assistente: Anna Rita Signore

Traduzione: Masolino D’Amico

Interpreti: Cristina Crippa (Mrs Venable), Elena Russo Arman (Catherine Holly), Cristian Giammarini (Dottor Cukrowicz), Corinna Augustoni (Mrs Holly), Edoardo Ribatto (George Holly) e Sara Borsarelli (Miss Foxhill / Sorella Felicity)

Scene: Carlo Sala

Costumi: Ferdinando Bruni

Luci: Nando Frigerio

Suono: Giuseppe Marzoli

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 27 Maggio 2011 22:44 )  

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