"Molte sono le forme del divino, molte cose inaspettate fanno gli dei, quelle che erano attese non si sono compiute, e per quelle che erano inattese, il dio ha trovato una strada". Con queste parole Dioniso, il dio dell'irrazionale e dell'ambiguità, suggella la sua vendetta su Pènteo, re dei Tebani, colpevole di non averne voluto riconoscere la natura divina, rifiutandone il culto.
Una rilettura di una delle più celebri opere di Euripide, le Baccanti, quella che ne dà la regista Erika Manni, che senza rinunciare al classico attinge a piene mani al contemporaneo, per attualizzare la tragedia lasciandone inalterato il significato. L'impiego di elementi e personaggi del patrimonio fiabesco, la musica techno e il dialetto pugliese sono alcuni tra gli strumenti di cui la regista si serve per richiamarsi ai nostri giorni.
Dioniso, il più terribile tra gli dei, giunge a Tebe deciso a diffondere il suo culto tra la popolazione. Incontra la resistenza del re Pènteo, che si rifiuta di venerarlo. Il dio allora si manifesta al giovane sovrano sotto mentite spoglie e, proponendosi come suo consigliere, lo convince a travestirsi da donna e a salire sul monte Citerone per assistere di nascosto ai rituali delle Baccanti, le donne tebane possedute dalla furia mistica. Tra queste vi è anche Agave, la madre di Penteo. Il re accetta, inconsapevole del tragico destino che lo attende...
Notevole l'interpretazione di Alessandro Epifani – Dioniso, coreografia essenziale ma fortemente evocativa.
Le Baccanti di Euripide
dal 18 al 30 gennaio 2011
Teatro dell'Orologio-Sala Orfeo”
























