“Edipo Re è in grado di scuotere l'uomo moderno come ha scosso i greci suoi contemporanei” afferma Freud nell'Interpretazione dei sogni (1900).
A Teatro Sala Uno dall'8 al 30 gennaio, in scena Edipo Re. Già rappresentato più volte in celebri teatri romani quali Teatro Argentina e Teatro Tenda, lo ritroviamo anche in televisione nella versione di Pier Paolo Pasolini del 1967.
La “tragedia per eccellenza” del drammaturgo greco Sofocle, come la definisce Aristotele, viene rappresentata in un suggestivo spazio che richiama le strutture romane antiche. 120 posti a sedere rendono l'atmosfera intima e rispettosa. Vi si accede attraverso l'ingresso di Piazza di Porta S. Giovanni. Il teatro Sala Uno inizia la propria attività nel 1997 sotto la direzione artistica di Shahroo Kheradmand. Una programmazione finalizzata alla promozione di spettacoli di teatro, danza e musica.
Alessandro Vantini, regista e attore principale, mette in risalto il rito mistico-religioso delle credenze greche. Danze, canti, maschere e offerte agli Dei riportano le tradizioni di un antico e saggio popolo. La scena è introdotta da luci e musiche dal vivo spettrali (di Carlo Cossu). Gli attori-cantanti si presentano con invocazioni alla divinità, sottolineando la valenza religiosa della tragedia. Musiche di Tito Rinesi, costumi di Marina Sciarelli e scene di Pino Genovese.
Gli interpreti, tra cui lo stesso A. Vantini (Re Edipo), Patrizia Bettini (Giocasta), Achille D’Aniello (Corifeo/ Pastore di Laio), Mirko Soldano (Creonte), Franco Heera Carola (Tiresia) e Marco Fumarola (pastore di Corinto) rievocano il significato della storia del Re Edipo che dopo quasi 2.500 anni dalla sua creazione ancora ispira profonde riflessioni.
Il Teatro Sala Uno con Edipo Re e Antigone presenta la sezione “Violenza” della rassegna Eventi, aperta nell'ottobre 2010 con altri spettacoli a tema. L'idea di spettacoli ad hoc per raccontare un problema attuale ricorda l'uso del mito nel passato. Importante dapprima nella filosofia platonica e in seguito per Freud e la psicoanalisi junghiana, il mito diviene una via efficace per far affiorare dall'inconscio qualcosa che abbiamo rimosso. Nell'Interpretazione de sogni Freud fa derivare dall'Edipo Re sofocleo il nome del complesso infantile per cui il bambino odia il padre e si attacca morbosamente alla madre: “Come Edipo, viviamo inconsapevoli dei desideri che offendono la morale, di quei desideri che ci sono stati imposti dalla natura; quando ci vengono svelati, probabilmente noi tutti vorremmo distogliere lo sguardo”.
Secondo la visione pessimistica di Sofocle, l'uomo non ha pieno controllo delle azioni poichè il domani è conosciuto solo dal fato e dagli dei. Ognuno è perciò destinato a compiere un errore e cadere definitivamente nella sciagura. Edipo è il modello della triste sorte dell'umanità. Venerato dal popolo tebano, scopre di essere come ogni uomo: una pedina dello scacchiere divino.
Di: Giulia Paciotti
22 gennaio 2011
UFFICIO STAMPA TEATRO SALA UNO-MAYA AMENDUNI
























