Flavio Insinna torna al suo “primo amore”: il teatro, proponendo un testo che ha portato in giro per anni ed oggi vede il riadattamento di Giampiero Solari e un palco storico e importante come quello del Sistina. Ai nostri microfoni paure e speranze...
Eh già, scorrendo la biografia di Flavio Insinna, prima ancora della TV, del cinema, delle fiction, c’è il Teatro; una passione che ha coltivato da sempre, da quando giovane, inizia bussare alle porte delle accademie di recitazione, fino alla “svolta” nel 1988 che lo porterà a diplomarsi alla scuola di Gigi Proietti.
Senza Swing è uno spettacolo che Insinna porta in giro per piazze e teatri, già da anni, una storia che ne contiene tante, quelle dei membri di un complesso musicale da caserma. Nove elementi, nove storie di quotidianità, di esistenze comuni. Il significato della storia è tutta racchiusa nella figura del maresciallo, che dirige la banda con passione e swing, inteso come spinta, motore per realizzare la proprie passioni e raggiungere risultati insperati. Ai nostri microfoni, Insinna ci ha confessato che lo swing è proprio l’anima.
Perché senza Swing?
Non avessi avuto swing, non starei oggi in questo teatro. Al Sistina ci sono cresciuto come spettatore, è qui che ho conosciuto anni fa Gigi Proietti nella commedia “un posto a tavola”. Quando ho provato a portare in giro questo mio spettacolo, a proporlo a produzioni, ho ricevuto tantissimi no. Fortunatamente la televisione mi ha dato quella notorietà e quel pubblico che mi ha permesso oggi di presentarmi da Ballandi. Se ho conosciuto Giampiero Solari che ha reso questo spettacolo una favola,è soprattutto grazie a Ballandi che ha creduto in me.
Quale sarà la tua parte in questa storia?
In questo spettacolo, c’è tanta musica ma io non suono, suggerisco i personaggi, non li interpreto, faccio vedere la banda che si incontra. Ho aspettato undici anni per portare in scena questo spettacolo, e posso dire che racconta molto di me.
Cosa ti aspetti da questo spettacolo?
Spero di piacere, cerco di mostrare che chi viene a vedere lo spettacolo non ha buttato via la serata. Cercheremo di rallegrare le persone con un po’ di swing e far capire che la logica delle scorciatoie porta inevitabilmente alla mediocrità e toglie la possibilità di mettersi in gioco. Affronterò questa avventura con dubbi e paure, qualunque cosa abbia fatto, ci ho sempre sputato sangue per ottenerla.
Articolo e intervista di: Danilo Montaldo
























