E’ conosciuto al grande pubblico televisivo come uno dei protagonisti della banda del Bagaglino, ma prima di essere comico e cabarettista è un bravissimo attore: parliamo di Manlio Dovì che abbiamo incontrato e intervistato in occasione dello spettacolo “partiti di testa” dal 9 Ottobre al salone Margherita di Roma.
Manlio, in questo spettacolo oltre ad essere il protagonista nei panni del signor Sfigato, sei anche co-autore con Antonio di Stefano e Piero Castellacci. Come nasce il cast di questo spettacolo?
Nasce dalle diverse esperienze teatrali di questi anni; dalle varie commedie che ho portato in giro per l’Italia, dai numerosi autori e attori conosciuti.
Esperienze teatrali importanti per il cast, per la storia invece cosa ti ha ispirato?
Anche in questo caso è tutto frutto dell’esperienza. Con questo spettacolo abbiamo voluto fare un teatro attento alla modernità. L’uomo oggi viene schiacciato dalla modernità, dalle macchine. Da questa condizione, abbiamo cercato di prendere atteggiamenti, espressioni che viste con un altro occhio diventano battute, gag. Anche in questo caso, l’attore esce dal sè per calarsi nel personaggio che interpreta, ma una volta spente le luci e fuori dal palcoscenico, torna un uomo comune, schiavo anche lui delle macchine. Non c’è scampo…
Manlio invece cosa trova ironico e divertente nella vita comune?
Mi fa ridere la folle normalità, i tic, la gestualità, il linguaggio pieno di acronomi, sigle termini inglesi appiccicati nei discorsi, insomma tutto quello che… sembra.. normale…
A parte questo spettacolo, per il quale ti facciamo un grosso in bocca al lupo, hai altri progetti magari in altri campi?
Farò una parte nel film di Ricky Tognazzi e Simona Izzo, “I segreti dell’isola di Korè” anche se i tempi comici del cinema naturalmente sono diversi da quelli del teatro.
Ma nel cuore di Manlio Dovì cosa c’è: cinema, teatro, televisione?
C’è prima di tutto una buona recitazione, quella fatta col cuore e con tanta passione. Con tanta voglia di esibizione e non di esibizionismo e di tutto quello che comunica l’arte. Al cinema ad esempio si può fingere, al teatro no; questo ce lo insegnano i grandi maestri come Gigi Proietti, Pingitore…
Grazie Manlio e in bocca al lupo dalla redazione e dai lettori di Gufetto.it.
Grazie a voi e vi aspetto dal 9 Ottobre al Salone Margherita con “Partiti di testa”.
INTERVISTA DI: Danilo Montaldo
GRAZIE A: Carola Assumma, Ufficio Stampa Salone Margherita
SUL WEB: http://www.salonemargherita.com
























