ROMA FRINGE FESTIVAL: SANTI, BALORDI E POVERI CRISTI: lasciamoci affabulare dai cantastorie! - Gufetto Magazine

ROMA FRINGE FESTIVAL

ROMA FRINGE FESTIVAL: SANTI, BALORDI E POVERI CRISTI: lasciamoci affabulare dai cantastorie!

"SANTI, BALORDI E POVERI CRISTI” è scritto, diretto, cantato e allestito dalle due interpreti Giulia Angeloni e Flavia Ripa che sulla scena giocano il ruolo di due cantastorie, Benja e Sharazade.

Fuggite da un circo, perché assuefatte dallo scenario circense con le solite bizzarrie e fenomeni da baraccone, vanno in cerca di una pseudo normalità, ma lungo il cammino della loro vita, incontrano personaggi ancor più stravaganti di quelli lasciati alle spalle, e decidono quindi di raccontarne, anzi, cantarne le gesta al loro pubblico.

Lo spettacolo che ci viene proposto decide di riprendere i codici dell’ antico e immortale teatro di strada dei giullari e dei saltimbanchi, instaurando un rapporto aperto col pubblico col quale condividere, ammiccare, ridere delle storie narrate, tant’è vero che nell'intervallo tra una storia e l’altra le cantastorie decidono di interagire a tu per tu con gli spettatori e con un gioco di intrattenimento fanno chiudere gli occhi ai presenti per consentire un veloce e non spiato cambio scena: non c’è il sipario? Fa nulla, facciamo chiudere gli occhi agli spettatori.

In scena vediamo pochi elementi: solo due valigie, a simboleggiare il viaggio intrapreso, e i vari strumenti musicali che accompagneranno le varie storie. La forza scenica infatti è tutta concentrata sull'interpretazione corporea, mimica e vocale delle due interpreti, che con carisma e magnetismo riescono a mantenere sempre vivida l’attenzione dello spettatore, il quale di certo non si annoia ad ascoltare i loro recitativi con accompagnamenti musicali ritmati ed espressivi totalmente originali. La gestione tecnica attoriale e musicale è accuratissima e studiata nel dettaglio: in ogni racconto le singole attrici passano da un personaggio all'altro senza sconnettere mai il processo di immaginazione dello spettatore, aumentando il piacere dell’ascolto e della forza della storia narrata, e tutto reso con estrema semplicità come solo chi conosce bene la propria arte sa fare.

Ad ogni appuntamento le due cantastorie raccontano avventure diverse. Quelle a cui abbiamo assistito lo scorso 11 giugno ci hanno raccontato la storia di un uomo tirchio che decide di avere un erede solo a patto che sia il più intelligente del mondo, chiede così un aiuto a belzebù, ma il bambino che gli nasce è così intelligente da avere ben due teste e, giudicato come un mostro, viene ripudiato e allontanato da tutti, amici e parenti. La storia di un uomo sandwich che distribuisce volantini davanti la porta a vetro di un supermercato ma che nessuno considera e nessuno riesce a vedere, ma un giorno incontra una grandissima donna grassa e tutta nuda che finalmente riesce a vederlo e che gli impartirà una bella lezione sulla vita. E infine la storia di Ninetto il devoto numero uno di San Giuseppe che passa tutta la vita a pregarlo e dedicargli statue nella speranza di entrare nel paradiso una volta morto, distinguendosi dal resto della sua famiglia defunta.

Ironia, allegria, originalità, tempi musicali e comici giusti sono gli ingredienti che rendono la narrazione frizzante ed energica tanto che alla fine dello spettacolo non si è sazi abbastanza e si ha voglia di ascoltare altre storie. Uno spettacolo da non perdere, che permette di lasciarsi trasportare all'interno del mondo curioso e affascinante delle due interpreti che alleggerisce la mente e lascia un messaggio nascosto nel cuore, e sulle labbra il gusto di aver visto uno spettacolo particolare, una ventata di aria fresca che queste due giovani ed estrose ragazze ci regalano a fine serata.

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