ROMA FRINGE FESTIVAL: MILAPOLETANO emigranti del nuovo Millennio - Gufetto Magazine

ROMA FRINGE FESTIVAL

ROMA FRINGE FESTIVAL: MILAPOLETANO emigranti del nuovo Millennio

È andato in scena al Roma Fringe Festival fino al 10 Giugno "IL MILAPOLETANO" di e con Gianpaolo Gambi scritto con Alessio Tagliento.

È il 5 Luglio 1984 mentre la città di Napoli abbraccia il suo nuovo Dio, Diego Armando Maradona, la famiglia Gambi si trasferisce a Milano stanca di sentirsi ai margini e vogliosa di riscatto. In un monologo dalla comicità pura, Gambi mette in scena tutte le differenze culturali e di vita fra la città partenopea e il capoluogo lombardo specificando ogni dettaglio, dal relazionarsi con la gente, dal modo di chiedere un caffè, da come un pedone attraversa la strada e dal senso civico completamente opposto che contraddistingue le due città.

Una commedia teatrale comune con l’ennesimo confronto nord-sud ma dalla spiccata emotività che Giampaolo Gambi riesce alla perfezione a mettere in scena descrivendo dettagliatamente quello che un migrante prova quando lascia la propria città natale e abbraccia una nuova realtà completamente opposta. Nonostante un pizzico di nostalgia per il sole e i profumi di Napoli, riesce a costruirsi un futuro combattendo con i pregiudizi e i luoghi comuni che accompagnano tutti coloro hanno dovuto compiere questa scelta tanto impegnativa e coraggiosa.

Interessante la virata finale che l’attore realizza, portando la commedia su un binario più profondo quando recita alcuni versi dell’Amleto di Shakespeare alternando il testo classico a una rivisitazione in dialetto napoletano: getta la sua camicia bianca sul palco facendo notare gli innumerevoli tatuaggi presenti sul corpo che ci descrive come cicatrici colorate; rappresentano momenti della sua vita da “Milapoletano” che non dimenticherà mai le sue origini e ringrazierà chi gli ha permesso di accoglierlo e farlo diventare quello che è.

Scenografia assente, sullo sfondo del palco in diversi momenti dello spettacolo vengono proiettati video che ritraggono alcuni simboli di Napoli come Diego Armando Maradona, più volte citato dall'attore, e Leopoldo Mastelloni con alcuni momenti salienti del 1984 intervallati dalla canzone “Milano” di Lucio Dalla.
Spettacolo nel complesso godibile che oltre ai momenti di comicità riesce a far emergere il lato profondo dell’attore.

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