ROMA FRINGE FESTIVAL- LA VERA VITA DEL CAVALIERE MASCHERATO: miserabili di tutto il mondo unitevi! - Gufetto Magazine

ROMA FRINGE FESTIVAL

ROMA FRINGE FESTIVAL- LA VERA VITA DEL CAVALIERE MASCHERATO: miserabili di tutto il mondo unitevi!

Alle semifinali del Roma Fringe Festival di sabato 13 giugno è andata in scena “La vera vita del Cavaliere Mascherato” della Compagnia Azzèro Teatro. Alternando sapientemente il cabaret e il dramma realistico, la giovane troupe racconta la rivendicazione (immaginaria?) di un povero cameriere e rende Brecht quanto mai attuale.

Jacob Geherda lavora in un albergo poco frequentato dai clienti. È sottopagato e da qualche mese non percepisce neanche il suo miserevole stipendio; e quando finalmente arriva un gruppo di clienti benestanti viene da essi maltrattato. La sorte ancora peggiore subisce la giovane cameriera, corteggiata dal capo del gruppetto. Il fidanzato di lei chiede aiuto a Jacob. Ma questo è costretto ad assistere alla violenza sessuale subita dalla ragazza e non osa a ribellarsi.
Per la propria vendetta si copre il viso con la maschera e la testa con lo stesso straccio con cui toglie la polvere dai mobili. Diventando il Cavaliere Mascherato, sfida il perfido antagonista. Sfortunato nel combattimento alle armi, trionfa però nel duello verbale e risponde con un orgoglioso rifiuto al tentativo di corromperlo.

Mentre tutta la parte realistica è rappresentata in una maniera affettata che porta spesso alla perdita della credibilità, tutto il percorso che nell'opera brechtiana è affidato all'immaginazione di Jacob qui viene reso con un brillante mix fatto di cabaret, teatro avanguardista e moderno spettacolo televisivo. È nell'assurdo e nell'irreale che la compagnia dimostra il proprio meglio, compreso il coordinamento perfetto tra i movimenti (spesso e volentieri sincronizzati) dei vari personaggi che rende l'azione scenica veramente spettacolare.
Un altro elemento degno di nota è l'interazione con il pubblico. Il pubblico teatrale si è abituato da un bel po’ a essere interrogato e a vedere gli attori tra le proprie fila. Il “Cavaliere Mascherato” porta l'interazione a un nuovo livello. Quando uno dei personaggi, un miserevole impiegato di una sala del cinema nonostante l'alto livello degli studi svolti (ancora un triste richiamo all'attualità), passa in mezzo agli spettatori esclamando tristemente: “Patatine! Caramelle! Pop-corn!”, nel suo vassoio ci sono dei sacchetti che il pubblico in effetti prende e comincia distrattamente a consumare, mentre diventa sempre più chiara la deprimente situazione del personaggio, costretto a perdere la fidanzatina lasciata in balia al ricco cliente dell'albergo. L'effetto scombussolante del sacchettino con il pop-corn in mano (lo si mangia? glielo si deve restituire? ma si paga? saranno le patatine vere e proprie?) accresce la compassione, coniugandola quasi a un senso di colpa. Un ottimo trucco psicologico, eseguito con massima maestria dall'attore.

Lo spettacolo che da un lato attualizza la pièce di Brecht, collegandola alla realtà italiana di oggi familiare a molti degli spettatori, la volge però su un registro molto più positivo. La distinzione tra la realtà e l'immaginazione, forte nel testo originario, si rende quasi impercettibile nello spettacolo, ponendo un dubbio se non si tratti degli avvenimenti che vanno presi come reali. Anche se dovessero rimanere solo un felice sogno del protagonista, la quantità di massime ottimiste e salvifiche da esso pronunciate conferiscono alla rappresentazione una chiara morale. “Soprattutto chi ha poco da mangiare condivide con gli altri!”, “Nulla rende felici quanto l'aiuto reso a chi ha più bisogno!”... Queste e altre sentenze formano una specie di ricetta della felicità per il mondo iniquo.
E, nella sua chiarezza e linearità, costringono il pubblico, nell'insieme molto entusiasta e grato dopo lo spettacolo, chiedersi all'uscita: “Ma... quindi era uno spettacolo per ragazzi?

LA VERA VITA DEL CAVALIERE MASCHERATO
Regia: Alessandro De Feo
Interpreti: Tiziano Caputo, Matteo Cirillo, Angelica Ferraù, Fabrizio Milano, Gioele Rotini, Duilio Paciello Allestimento: Valentina Cristofari
Musiche: Chopin, Beethoven, Liszt, Debussy, Nino Rota Compagnia Azzèro Teatro

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