ROMA FRINGE FESTIVAL: GUERRIERE: l'esilarante vittoria di Giorgia Mazzucato - Gufetto Magazine

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ROMA FRINGE FESTIVAL: GUERRIERE: l'esilarante vittoria di Giorgia Mazzucato

Sabato, 13 giugno, nelle semifinali del Roma Fringe Festival l'attrice Giorgia Mazzucato ha presentato “GUERRIERE”, un intenso monologo drammatico sulle donne protagoniste attive nell'insensato conflitto armato.

Il ricordo che l'Italia di oggi conserva della propria partecipazione alla Prima Guerra Mondiale non è tra i più gloriosi. Raramente se ne parla con entusiasmo. La forte carica con la quale la prima delle tre protagoniste dello spettacolo, la ventenne Angela, racconta la sua decisione di vestirsi da uomo per andare a combattere gli austriaci, che è stato il suo sogno fin da piccola, è sorprendente. Non ne è da meno la confessione della seconda delle voci femminili (recitate tutt'e tre dalla carismatica attrice), l'alberghiera Eva, le cui eroine sono Coco Chanel e Elena di Savoia. Parla d'arte contemporanea, del ruolo della donna nella società, infine della sua iscrizione alla Croce Rossa (da segnalare la spettacolare e acuta soluzione scenografica che accompagna questo suo passaggio dalla lavoratrice indipendente alla crocerossina). Un'opera di carità la compie anche Franca, la giovane moglie di un soldato, la quale, oltre a fare la “portatrice carnica”, lavora in fabbrica e alleva da sola i due figli; instancabile ottimista, Franca conclude ogni volta le sue testimonianze agghiaccianti con un pacifico “perché morire va bene, ma non oggi”.

La scrittura posta alla base dello spettacolo, sempre per mano dell'attrice, riprende i documenti veri della Grande Guerra. Ne deriva, però, un insieme del tutto personale, che oscilla sapientemente tra il tragico e il comico, ma un tragico mozzafiato e un comico strabiliante che tengono lo spettatore costantemente sospeso tra le lacrime e un ridere sfrenato.
La storia di Eva viene un po’ abbandonata verso il finale, così che la sorte della donna non si comprende, mentre quelle dell'animosa Angela e della saggia Franca evolvono fino alla fine. Questo sbilanciamento tra le tre storie è l'unico difetto che si riesce a trovare nello spettacolo.
Il resto respira una forza assolutamente disumana e dimostra un perfetto accordo tra la recitazione, le musiche eseguite dal vivo e le scenografie essenziali e ben studiate.

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