ROMA FRINGE FESTIVAL@GLI EBREI SONO MATTI: sorrisi amari dalla Storia - Gufetto Magazine

ROMA FRINGE FESTIVAL

ROMA FRINGE FESTIVAL@GLI EBREI SONO MATTI: sorrisi amari dalla Storia

Lo spettacolo “GLI EBREI SONO MATTI” ideato, diretto e interpretato da Dario Aggioli, e ancora in scena oggi, (4 giugno h. 23,30 – Palco C) prende spunto da una storia vera, quella del dottor Carlo Angela (padre del famoso Piero Angela) che, durante l’occupazione nazista, diresse una clinica psichiatrica a San Maurizio Canavese e offrì rifugio a numerosi antifascisti ed ebrei, falsificando le cartelle cliniche per giustificarne il ricovero.

Sul palco Dario Aggioli che interpreta il matto Enrico giovane fascista romano e Guglielmo Favilla che interpreta Ferruccio, un giovane neo-laureato ebreo di origine toscana, che tenta di salvarsi dalle leggi razziali. I due giovani, così diversi si trovano a condividere lo stesso spazio e Ferruccio cercherà d’imparare ad essere un matto vero osservando Enrico e riuscendo così a salvarsi la vita.

Dario Aggioli con la voce e con una grandissima gestualità da vita al personaggio del fascista matto: un innocuo e semplice ragazzo, abbandonato dai genitori, dei quali conserva, come unico ricordo delle bellissime maschere di cartapesta chiuse in una vecchia borsa di pelle e con le quali si diverte a dare vita a vari personaggi. Così Enrico si trasforma nel Duce recitando a memoria brani della dichiarazione di guerra dell’Italia e delle leggi razziali e in un professore che spiega che le persone “non bisogna toccarle, perché se le tocchi sanguinano”. Aggioli rende alla perfezione tutte le mille sfaccettature di un matto: dalla fortissima e ripetuta gestualità con mille tic e fobie, ai racconti semplici come quelli di un bambino ripetuti all’infinito: l’amore per l’infermiera Luciana e per il Duce, i ricordi legati ai genitori che “hanno promesso, se farà il bravo, lo andranno a trovare.”.
Di fronte c’è Ferruccio, che cerca di imitare Enrico per salvarsi la vita e passa da momenti di grande sconforto in cui lascia trapelare al pubblico la sua storia e quella della sua famiglia, ad altri in cui asseconda il delirio di Enrico indossando una delle sue maschere e fingendosi Luciana, dando vita ad un siparietto che è insieme comico e tragico.
Il pubblico stesso è protagonista dello spettacolo, più volte cercato e chiamato in causa dai due personaggi e coinvolto in questo delirio il cui confine tra realtà e finzione diviene davvero sottile. Finale amaro in cui il matto innocuo Enrico scompare dalla scena e s’intuisce perché deportato, mentre il sano Ferruccio riesce a salvarsi fingendosi e in qualche modo portandosi via l’identità di Enrico.
“GLI EBREI SONO MATTI” scorre via veloce, facendoci spesso ridere sonoramente, sorridere amaramente, disgustandoci talvolta, lasciandoci pieni di domande e spunti di riflessione e regalandoci un pezzettino della nostra storia passata che non dovremmo dimenticare mai.

Lo spettacolo "GLI EBREI SONO MATTI" tornerà al Fringe il 4 giugno  h. 23,30 – Palco C

ideato e diretto da Dario Aggioli
Interpreti: Dario Aggioli, Guglielmo Favilla – Costumi e scene Arianna Pioppi, Medea Labate
Maschere realizzate in gioventù da Julie Taymor – Compagnia Teatro forsennato

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