FRINGE FESTIVAL 2015-SCOMPAIO: anche gli occhi hanno le impronte digitali - Gufetto Magazine

ROMA FRINGE FESTIVAL

FRINGE FESTIVAL 2015-SCOMPAIO: anche gli occhi hanno le impronte digitali

Opera tagliente come una lama che ti attraversa, “SCOMPAIO” di Francesca Romana Miceli Picardi, è riuscita a trattenere il respiro, ma non le lacrime della platea silenziosa del Fringe, ieri sera, 31 maggio alle 20,30, sul palco A.

Due storie in parallelo, destinate a perdersi nei complicati labirinti della vita, hanno in comune la solitudine, ma se Beatrice, signora per bene, l’ha barattata per una vita falsamente serena, Laura, la barbona, l’ha scelta per non soccombere a un’esistenza che non capiva e che la faceva soffrire.

Sulla sinistra della scena, un angolo arredato con maleducato lusso, e Beatrice educata per finta, è al telefono, parlando di niente con una storica non amica, l’accompagna un singhiozzo devastante sinonimo di malesseri senza fine, la sua infelicità è chiara da tutto quello che emana: parole, profumo, banalità e sterili rancori.
Una voce stonata e commovente la disturba, è Laura, con le sue buste, le mani fasciate e grande umanità, che ci racconta le sue giornate, i suoi pensieri e la sua storia. Dalle parole scelte si capisce che è colta, intelligente, buona, sensibile e di buona famiglia, e tutto questo le serve per vivere per strada con dignità e ironia.

Le due vite sono legate, e la luce scenica illumina e oscura i due personaggi intente a cercarsi nei meandri dei ricordi, dolori e gioie si mischiano, e si fatica a trovare i confini dell’intreccio, e allora sono le lacrime liberatorie che sciolgono patemi e dubbi per restituire coraggio a tutte e due.
Francesca Romana Miceli Picardi è una vera e straordinaria Laura, mentre Manola Rotunno è una Beatrice energica e fragile, due attrici capaci di emozionarti fino in fondo, facendoti vivere l’impossibile, Alfredo Agostini le ha dirette, custodendo con eleganza tutti i significati del racconto.

SCOMPAIO è una storia di fantasia, ricca della realtà che ci circonda, scritta, interpretata e diretta bene, addolora, colpisce e nutre, perché si ha sempre più bisogno di autenticità, nel bene e nel male.

Lo spettacolo “SCOMPAIO” sarà in scena ancora il 1 giugno h. 23,30 – 2 giugno h. 22,00 – Palco A

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