CASA DELLE CULTURE - teatro d'avanguardia e ricerca - Gufetto Magazine

CASA DELLE CULTURE - teatro d'avanguardia e ricerca

La Casa delle Culture è una perla di teatro off, d’avanguardia, di sperimentazione, di ricerca, e chi più ne ha più ne metta, situato a Trastevere, a due passi da Piazza Sonnino. La gestiscono una coppia di attori, che fanno coppia anche nella vita, Marco Carlaccini e Patrizia D’Orsi.
Mi accolgono con un sorriso nel loro ufficio, guardandomi intorno mi accorgo che tutto, ma proprio tutto parla di passione e amore puro per il teatro.

Bianca Coppola Melon: Come prima domanda a noi del “Gufetto Magazine”, piacerebbe sapere la storia di questo teatro.
Patrizia D’Orsi: Non nasce come teatro, ma come sede della Casa delle Culture, quindi convegni, presentazione di libri, laboratori di scrittura, riunioni politiche, etc. Diciamo un salotto culturale, abbiamo trovato dei documenti che risalgono al 1948, invece dal 1963 nasce proprio l’associazione.
Marco Carlaccini: Dal 1994 si trova qui in Via San Crisogono,45, e viene nominato Presidente Franco Ottaviano, che lo è tuttora. Nel 1998, il Meta Teatro, storica compagnia di ricerca, di cui facevamo parte entrambi, viene sfrattato dalla sua sede in Via Morosini, e viene accolto qui nella Casa. Inizia quindi una convivenza tra politica e teatro, ed eventi legati a queste due realtà.
PD: Nel 2000 iniziamo a fare una vera e propria ristrutturazione per poter rappresentare dei lavori teatrali: la platea, le quinte, la graticcia per le luci, etc. E quindi a fare una programmazione.
MC: Franco Ottaviano si preoccupava della vita politica, ma serviva qualcuno che potesse essere in grado di gestire il teatro. Tra tutto il gruppo di attori noi eravamo quelli più interessati, poi Pippo Di Marca, regista del Meta Teatro, nel 2005 ha cercato un’altra sede, e noi siamo rimasti con il Presidente a far coesistere politica e teatro.
PD: Poi piano piano, la politica è venuta sempre meno, e il teatro è diventato l’attività più importante.
BCM: Come affrontate la crisi e le difficoltà economiche?
MC: In realtà dobbiamo dire che la crisi ha cambiato ben poco le cose per noi, non avendo finanziamenti, siamo perennemente in crisi, e quindi vaccinati. Diciamo che ce la caviamo facendo tutto da soli, e facendoci bastare quello che entra.
BCM: Quali sono le sfide e i prossimi obiettivi?
PD: La sfida è giornaliera, la sfida è andare avanti. L’obiettivo prossimo è il prossimo spettacolo: “Studio sulla vecchiaia appoggiati sulle sedie di Ionesco” liberamente tratto da “Le sedie” di Eugene Ionesco. Sarà in scena a giugno per quattro settimane dal giovedì alla domenica. Questa è una grande sfida, soprattutto contro la lettura che si fa della vecchiaia, la vecchiaia è anche liberarsi di certi pesi, come la memoria delle cose inutili.
MC: Lavoreremo molto anche sul ritmo, che caratterizza un po’ tutte le nostre rappresentazioni. Invecchiare per prepararci al passaggio del grande viaggio.
BCM: Una domanda agli attori stavolta, durante la recitazione, come si coniuga la tecnica teatrale con il tenere viva l’empatia con il pubblico?
PD: La tecnica è portare avanti un discorso teatrale vivendo il momento, la tecnica è già dentro di te, con il pubblico c’è un qui e ora che è irripetibile. Domani avrai un altro pubblico, l’empatia si crea insieme allo spettatore. Vivere e convivere, non pensare a quello che stai facendo, ma farlo. Porti un tuo bagaglio e lo metti a disposizione.
BCM: Che tipologia di pubblico frequenta la Casa delle Culture?
MC: Molto misto, con il tempo abbiamo coltivato degli affezionati che vanno dai 20 agli 80, anche perché la programmazione è parecchio variegata. Inoltre abbiamo anche due laboratori teatrali, molto diversi tra loro che fanno girare appassionati di teatro di tutti i tipi.

A questo punto, saluto e ringrazio per il tempo e l’attenzione concessa, ci ritroveremo tutti per il debutto il 29 maggio di “STUDIO SULLA VECCHIAIA APPOGGIATI SULLE SEDIE DI IONESCO” e finisco questa intervista lasciando a loro la parola con una piccola anticipazione su questo spettacolo:.

“Il nostro esperimento sarà un avvicinamento alla dimensione della vecchiaia, un'anticipazione, una simulazione. Ci interessa non tanto imitare i vecchi, ma penetrare quella bizzarra perizia dei loro corpi. Ripetono centinaia di volte lo stesso movimento senza mai svuotarlo di significato, lo affinano, lo semplificano, lo ritualizzano. Quel gesto si trascina dietro il ricordo delle esperienze di tutta una vita. Vorremmo far nostro questo respiro che sintetizza una intera vita con lo sguardo sornione e ironico di chi come Ionesco riesce a ridere anche del suicidio trasformandolo in paradosso. In questo viaggio ci farà compagnia l'oratore, colui che racchiude in se la conoscenza, il senso della vita il messaggio di salvezza del vecchio , senza però poterlo esprimere perché si rivelerà muto, incapace di articolare alcunché e tutto finirà nella beffarda certezza che e' impossibile spiegare il senso dell'esistenza. Ionesco diceva: "Il mondo mi e' incomprensibile: aspetto che qualcuno me lo spieghi" .

CASA DELLE CULTURE
via San Crisogono 45
00153 Roma
(piazza Sonnino - Viale trastevere)

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