Sono diventato etero@Teatro Millelire - Roma - Gufetto Magazine

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Sono diventato etero@Teatro Millelire - Roma

Forte di un lungo successo, Sono diventato etero scritto e diretto da Lorenzo De Feo con musiche e canzoni di Loriana Lana, porta in scena tre personalità moderne e dai tratti decisi, che fanno ridere e riflettere sull’omosessualità e sui suoi pregiudizi. Una madre ossessiva smania perché il figlio non si scopra etero, e cospira, con il migliore amico di lui, affinché la nuova presunta fiamma “femminile” del figlio non cambi quello che sembra una realtà familiare “assodata”.Sulla scena pochi dettagli descrivono sommariamente l’interno della casa del figlio, in cui si muovono la madre e l’amico: una poltrona con un tavolino ed un telefono. Una postazione per il pc ed una lampada. L’essenzialità della scena è funzionale all’emersione di un testo divertente, che fa del paradosso e del ribaltamento la carta vincente, con uno scambio di veloci secche e puntigliose, che richiamano (anche con citazioni esplicite) i battibecchi di quel Will&Grace che ha fatto scuola nel processo di normalizzazione dell’omosessualità. Ma qui si va oltre la normalizzaizone, si punta al rovesciamento. Tutta la situazione è infatti un incredibile paradosso, e tutto il testo sfrutta i classici cliché della non accettazione delle tendenze sessuali di un figlio, rovesciandole e sbeffeggiando, fra le righe, quei luoghi comuni ed esasperazioni di cui vive l’omosessualità nel confronto con se stessa e con il tanto distante mondo “etero”.Non è quindi un caso che le battute più decise  e vincenti siano quelle che la madre, paladina accanita ed esasperante dell’omosessualità del figlio, riserva contro l’amico omosessuale. Sonia De Meo è abilissima con la postura ed il tono secco e petulante, ad incarnare questa vena comica così rigida nelle proprie convinzioni, ed allo stesso tempo sferzante contro gli aspetti più irriverenti dell’omosessualità. Antonio Lupi  a sua volta è convincente nel ruolo della macchietta omosessuale, e rappresenta lo sfogo comico su cui si scarica la vena sarcastica della madre e l’istinto comprensivo dell’amico “ambiguo” interpretato da Cristiano Leopardi, che nasconde fino all’ultima battuta la verità circa il proprio orientamento sessuale. Le scene sono scandite da brani cantati, che intendono sottolineare alcuni stati d’animo più intensi o momenti chiave della trama, una tendenza al musical, coraggiosa e sopra le righe. Questo spettacolo teatrale, che aspira allo show e lascia in testa più di una battuta divertente, aiuta a sorridere di quel mondo omosessuale che non si consoce mai davvero bene se non attraverso i suoi stereotipi, e ci aiuta a comprendere quanto questi siano radicati, falsati ed esasperati al punto da poter essere ribaltati e ironizzati in un colpo solo o anche semplicemente “canzonati” come “diversamente accettabili”.

Antonio Mazzuca

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