Campane da salotto@Teatro Millelire - Roma - Gufetto Magazine

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Campane da salotto@Teatro Millelire - Roma

Garbatamente ironici sono gli scritti di Achille Campanile riletti da due ottime interpreti, Alessandra Frabetti e Marcella De Marinis, in scena fino al 25 novembre al Teatro Millelire.
La difficoltà dei testi di Campanile sta proprio nell'interpretare quella surreale ironia che connota l'opera letteraria di un autore spesso non capito nel suo umorismo spietato, che illumina e allo stesso tempo denigra personaggi, professioni, modi di pensare; insomma un mondo, quello degli anni fra le due guerre, che sembra non esistere più.
Le due attrici, che nella finzione scenica sono madre e figlia, sono però abilissime nell'avvicinamento del testo al pubblico e spesso restano opportunamente distanti: la Frabetti sulla scena, la De Marinis alle spalle del pubblico, come se la prosa fine e irresistibile di Campanile dovesse abbracciare il pubblico, rivivendo in mezzo a loro. La più giovane emerge nel buio della scena come un ricordo del passato, in un abito rosso d'altri tempi. Scivola indifferente tra il pubblico per poi sedersi vicino a loro e coinvolgerli proprio in uno dei racconti più divertenti, quello di Visita di condoglianze, dove si critica con velata ironia i perbenismi borghesi talmente estremi dal non riuscire nemmeno a formulare un telegramma di morte per una persona cara.
Alessandra Frabetti, che invece resta sempre davanti al pubblico, è pienamente a suo agio nella lettura di testi dall'umorismo difficile come il Povero Piero, in cui si affronta ancora il tema della morte in chiave ironica, e La quercia del tasso, dove emerge il dettato pulito e impeccabile di Campanile. Uno stile privo di doppi sensi sessuali e gergalismi, ed invece colmo di parole d'altri tempi che appartengono ad un mondo solo apparentemente lontano, che invece è ancora vivo  e schiavo di quelle storture e di quei lati tragicomici, quali la bramosia di potere, l'incapacità di espressione, la smania di perfezionismo che affliggono, ora forse più di allora, la società moderna. Così mentre nell'aria volteggiano le note di alcuni brani musicali degli anni 30-40, l'umorismo surreale di Campanile affascina per lo stile e le stilettate che ancora invia a quella società che ai suoi tempi non volle capirlo e che ora è forse più smaliziata nell'ascoltarlo.

Antonio Mazzuca

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