Risate sotto le bombe@Teatro Nuovo Milano - Gufetto Magazine

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Risate sotto le bombe@Teatro Nuovo Milano

Una ripresa intelligente dello spettacolo Risate sotto le bombe grazie a rifiniture e affinamenti apportati dal regista Francesco Sala il quale ha reso più chiaro l’intento della pièce che - oltre a ricordare il secondo conflitto mondiale evidenziando in particolare il ’43 in cui l’8 settembre ha rappresentato un momento altamente drammatico per la nostra martoriata Penisola - restituisce alle Sorelle Marinetti anche il ruolo di attrici in cui riescono con straordinario humour che esalta le doti canterine delle famose e amate ‘ugole d’oro’.

Accompagnato da validi attori, l’eccezionale trio maschile en travesti - ‘trasformato’ in tre signorine della borghesia dell’epoca impiegate presso l’Eiar (Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, poi Rai) - costituito dagli attori-cantanti Nicola Olivieri-Turbina, Marco Lugli-Scintilla e Andrea Allione-Mercuria (rispettivamente baritono e due tenori divenuti dopo un anno di duro esercizio contralto, mezzo soprano e soprano), i cui singoli nomi e quello del gruppo rimandano al Futurismo e al suo fondatore Filippo Tommaso Marinetti, racconta le peripezie di una piccola compagnia teatrale.

Un po’ abborracciato e speranzoso di riuscire a debuttare in un grande teatro, il gruppo con una fame cronica, malgrado la tensione della guerra e mille difficoltà, prova in una sala di provincia sotto la guida di un capocomico/impresario un po’ fanfarone e non così adamantino tanto da farsi versare soldi dagli attori (molte le analogie con l’attuale situazione di crisi in cui prolificano millantatori capaci di estorcere denaro in cambio di lavoro o di non pagare quello svolto paludandosi dietro alla recessione). Un inaspettato allarme interrompe le prove e lo costringe a rifugiarsi sotto il palcoscenico dove si disvelano verità inaspettate, debolezze, miserie e anche coraggio e determinazione e si riprende a provare nella speranza di esorcizzare i timori e di tornare alla normalità.

Delizioso quadretto - in cui la paura toglie i veli al falso perbenismo lasciando a nudo macchiette divertenti e grande umanità a volte celata sotto un velo di sarcasmo - che rende omaggio ai generi teatrali imperanti in Italia negli anni ‘30 e ’40 quando comunque si andava a teatro. Non a caso quindi i validi ed affiatati protagonisti della pièce rimandano ad artisti dell’epoca: le Sorelle Marinetti richiamano il Trio Lescano, il capocomico Altiero Fresconi il noto canzonettista napoletano Rodolfo De Angelis, la soubrette Velia Duchamp la celebre attrice milanese Dina Galli, il refrenista Rollo lo storico presentatore radiotelevisivo Nunzio Filogamo e l’aviatore Fred il cantante Odoardo Spadaro.

Straordinario l’accompagnamento musicale del Maestro Christian Schmitz, in arte Chicco Maniscalchi, direttore dell’omonima Orchestra (un’ottima band), esperto della musica dell’epoca, preparatore vocale delle Sorelle nonché arrangiatore dei vari pezzi.

Un mondo nostalgico che rivive con freschezza e lascia il piacere di un ricordo ben costruito.

 

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