Notturno-La Ragione al Sonno@Teatro Filodrammatici Milano - Gufetto Magazine

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Notturno-La Ragione al Sonno@Teatro Filodrammatici Milano

Chissà perché ciò che è contorto, doloroso e drammatico finisce con l’esercitare un fascino sottile sull’uomo soprattutto quando già vive in un’epoca difficile in cui contraddizioni, sventure e calamità correndo rapidamente sul web paiono avere raggiunto un tale apice da rendere quantomeno angosciati.

Sarà forse questa la ragione del successo del libro, La casa del sonno (pubblicato nel 1997 da Feltrinelli), in cui Jonathan Coe narra di alcuni studenti che nei primi anni ’80, periodo contenuto nei capitoli dispari, vivono ad Ashdown, severa casa in cui si dipanano le loro problematiche tra cui in particolare quella del sonno. Trascorsi circa due lustri, la casa, divenuta una clinica in cui si curano i disturbi del sonno e si compiono anche inquietanti esperimenti, riannoda i loro destini tra rimpianti e confessioni (capitoli pari).

Il regista Filippo Renda ha rielaborato e adattato il romanzo trasportandolo sulla scena e forzando alcuni aspetti che riguardano amore ed eros in un’atmosfera dalle tinte fosche che giustificano il titolo della pièce in cui sono usati numerosi artifizi per trascinare lo spettatore nella storia: risultato forse raggiunto per alcuni, ma non per coloro che, invece, ne sono scappati con la mente finendo con il non apprezzare lo sforzo registico, la contaminazione con il cinema e soprattutto quella rete fittissima e franta che separa lo spettatore dalla scena allontanandolo.

 

L’amplificazione della figura dello psicanalista che a sua volta fornisce una sua visione dello stato dei pazienti finisce con il rendere ancora più intricato il dipanarsi delle singole psicologie, né è facile annotare osservazioni o ipotizzare epiloghi come suggerito dalla cortese consegna di un foglio di carta e di una penna a inizio spettacolo vista anche la voluta complicazione di vicende già intricate come, tra quelle legate alla difficile ricerca della propria identità sessuale, il sottoporsi a operazioni per cambiare sesso: evento doloroso e drammatico per chi lo vive direttamente o indirettamente e la cui angosciosa sofferenza al di là delle motivazioni che lo determinano è già di per sé un giallo esistenziale, un thriller personale che può fruire della comprensione di pochi considerati i pregiudizi sociali e l’imbecille cattiveria di chi non lo patisce in prima persona.

 

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