La famiglia dell’antiquario@Piccolo Teatro Grassi Milano - Gufetto Magazine

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La famiglia dell’antiquario@Piccolo Teatro Grassi Milano

Tornano trionfalmente al Piccolo Teatro Grassi le marionette della storica Compagnia milanese Carlo Colla & Figli, da più di dieci anni ospite al Piccolo, che per la stagione 2013-2014 ha scelto di rappresentare La famiglia dell’antiquario (ossia La suocera e la nuora), classica, vivace e insieme melanconicamente amara commedia scritta nel 1749 (sesta delle sedici promesse per 1750) da Carlo Goldoni (Venezia 1707 – Parigi 1793) cui si deve la rivoluzionaria riforma che trasforma la Commedia dell’Arte.

Tra le tematiche trattate la tradizionale rivalità tra suocera e nuora - icasticamente simboleggiata dai Colla con l’azzeccata invenzione di un grosso gattone vezzeggiato dalla prima e sempre in rissa con un vezzoso cagnolino amatissimo dalla seconda - qui esasperata dall’ottusità arrogante della nobildonna angosciata dalla giovinezza perduta e dalla presuntuosa mancanza di tatto e di diplomazia della giovane ricca borghese che ha compiuto il salto sociale grazie a una pingue dote che risana le finanze in crisi della ‘nobile progenie’.

Chi dilapida in primis le sostanze e trascura di occuparsi delle vicende familiari è l’aristocratico padrone di casa in fuga da un tal viperino groviglio grazie alla fissa dell’antiquariato (ridicoleggiato come collezionismo superficiale e maniacale, figlio di una vuota erudizione di moda all’epoca) di cui capisce talmente poco da farsi rifilare ciarpame e cianfrusaglie da Brighella, servo astuto e imbroglione coadiuvato da un Arlecchino più simpaticamente facilone tanto da essere smascherato dal consuocero Pantalone che da attento e oculato mercante cercherà di salvare beni e pace familiare della figliola.

 

Un mondo vario e composito con la nobiltà decadente satireggiata che Eugenio Monti Colla, autore della riduzione e regista, rappresenta rispettando alla lettera la trama della commedia con capricci, ripicche, figure di servi impostori, infedeli e ‘devoti’ solo al denaro e ‘cavalier serventi’ scrocconi o meglio cicisbei nullafacenti, singolare ‘istituzione’ italica o forse dannosa eredità di dominazioni straniere, in un secolo in evoluzione nel quale sta crollando l’antica struttura sociale a vantaggio nella nuova classe borghese più vitale e dinamica oltreché saggia.

 

 

 

Ne risulta uno spettacolo arguto e piacevole che superando l’abitudine di destinare le marionette ai bambini diventa adatto a un pubblico di tutte le età com’era nel passato.

 

Particolarmente curata e rivoluzionaria la scenografia della dimora patrizia dell’antiquario con il suo salone (avanza e si ritira secondo la necessità con i mobili che si spostano) oberato di paccottiglia e i due appartamenti destinati alle rivali. Eleganti, precisi nei dettagli e sfarzosi gli abiti dei venti burattini.

 

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