Intrigo e amore@Piccolo Teatro Grassi Milano - Gufetto Magazine

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Intrigo e amore@Piccolo Teatro Grassi Milano

L’opera - ascrivibile al filone dello Sturm und Drang (prodromo del Romanticismo tedesco) e influenzata dalla rivoluzione del teatro operata da Lessing - scritta da Friedrich Schiller (1759-1805) nel 1784 e ispiratrice della Luisa Miller di Giuseppe Verdi racconta l’amore appassionato, autentico, libero e puro tra Ferdinand, figlio di un nobile Presidente di un non meglio identificato ducato tedesco del ‘700, giovane virgulto della casata mandato a studiare all’estero e ritornato con una mentalità opposta a quella paterna gretta, crudele e interessata a denaro e potere, e una borghese, Luise, raffinata e determinata figlia del maestro di musica Miller.

Una scelta - quella compiuta dal grande regista russo Lev Dodin (Novokuzneck/Siberia 1944) con i suoi straordinari attori del Malij Drama Teatr di San Pietroburgo - che a un’analisi superficiale può sembrare datata e, invece, rivela capacità di reinterpretare in chiave contemporanea una vicenda in cui sono stigmatizzati comportamenti, angherie e vessazioni da parte dei socialmente più forti verso i più deboli (nel caso una borghesia oppressa come ha modo di sperimentare lo stesso Schiller), degli anziani verso i giovani e dei sordidi disonesti come il malo consigliere nonché spasimante rifiutato Wurm, in tedesco un nome omen con i fiocchi significando ‘verme’, verso i puri. Una politica e un potere corrotti che si fanno vanto delle mene spietatamente ciniche ed evocano odierni avvenimenti sconcertanti anche del nostro bel Paese.

 

Splendida l’interpretazione di tutti gli attori che hanno trascinato e coinvolto anche il pubblico più scettico come ha dimostrato il lungo, caloroso e prolungato applauso finale di un’opera che ha già meritato due “Maschere d’oro” come migliore spettacolo e migliore scenografia e a cui la recita in lingua russa con sovra titoli in italiano non ha tolto mordente vista anche l’ambientazione quasi atemporale del dramma con abiti che richiamano secoli di storia.

Una pièce affascinante in cui la musica contribuisce alla percezione delle molteplici nuance riletta da un regista di grande spessore, attento e profondo che ha trasposto con icastica efficacia sfumature di male e di bene con gli aspetti romantici che non guastano in questo mondo nel quale il gelo dei rapporti sembra essere una regola di cui vantarsi.

 

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