Il giardino@Teatro Alta Luce Milano - Gufetto Magazine

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Il giardino@Teatro Alta Luce Milano

Continua l’affascinante avventura di Elisabeth Annable, giovane e volitiva attrice, regista e insegnante ‘a piccoli e grandi’ delle meraviglie dell’arte teatrale nonché direttore artistico di Alta Luce Teatro (www.altaluceteatro.com).

Splendida e deliziosa piccola realtà, ha i crismi di un’umanità ormai quasi dimenticata e meravigliosamente viva e pulsante in uno scrigno prezioso da cui può uscire come un rivolo che si trasforma in un fluire d’acqua gioiosamente gorgogliante e intimamente adescante esattamente come quel Naviglio Grande - incantevole retaggio del tempo che fu e realtà vivace e vitale non solo per strutture ed esercizi commerciali che vi si affacciano, ma anche fonte di una profonda vita aggregativa per chi ha imparato a viverlo come un amico - su cui manifesta con delicata e discreta grazia il suo esserci poco dopo la Chiesa di San Cristoforo.

Una sala a misura d’uomo che farebbe gola a molti cultori di piccoli tesori dove il teatro non si vive solo dalla platea, ma in un’intima e avvolgente dimensione familiare non solo per la presenza dei genitori di Elisabeth (che l’hanno sostenuta e la sostengono in questa meravigliosa e coraggiosa sfida all’odierno ‘mordi e fuggi), ma anche per il calore con cui sono accolti gli spettatori (i biglietti sono a prezzo più che competitivo) ed è approntato un accurato brindisi conviviale che aiuta a creare un intrigante e amicale clima tra attori e ospiti nelle due accezioni del termine.

E in quest’atmosfera oggi quasi da sogno - dove può anche capitare che tra i padroni di casa vi sia un enorme orso di peluche (uno degli 80 della collezione degli ospitanti che hanno anche esemplari antichi e che ogni volta ne ‘invitano’ uno diverso) seduto pomposamente su una sedia e ammiccante con la sua tenerezza - quest’anno è in programma una straordinaria stagione di teatro contemporaneo, per lo più al femminile, inaugurata da Il giardino, affascinante pièce in prima milanese dal sapore un po’ retro e fotografia di certi vizi odierni.

Scritto da Maria Teresa Berardelli (conosciuta per Sterili che le è valso Premio Tondelli 2009) e riadattato da Federica Bognetti (fondatrice della Compagnia VerandaRabbit) anche regista e attrice in scena assieme allo straordinario Andrea Tibaldi, Il giardino, anatomia di una notizia - che ha come punto di partenza una truce vicenda di cronaca nera con protagonista una francese che in nove anni ha ucciso otto neonati seppellendoli nel giardino della propria dimora - riflette, stigmatizzandole, sulle reazioni dei media che esattamente come nel nostro Paese (Vespa et similia docent), dopo avere giustamente informato, s’impossessano con sfrontata protervia della notizia compiendo una sottile e continua violenza verbale.

Bravissimi i due attori che in un ambiente indefinito - non a caso lo spettacolo da non perdere è dedicato alla poetica surrealista di David Lynch - con episodi franti tra cui la mirabile intervista, specchio di quanto avviene con frequenza nella realtà in ogni angolo del mondo, impersonano tre personaggi ciascuno dei quali esprime una propria visione e rielaborazione di quanto accaduto.

 

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