Il clan delle divorziate@Teatro S. Babila Milano - Gufetto Magazine

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Il clan delle divorziate@Teatro S. Babila Milano

Una commedia scoppiettante e a tratti esilarante che pur nella sua voluta semplicità racconta con pennellate caricaturali una storia assolutamente possibile in una qualsiasi città del nostro tempo in cui l’apparente grado di civiltà raggiunto nasconde spesso debolezze, solitudini, ignoranza e a volte dolorose disperazioni.

Scritta nel 2003 da Alil Vardar (Bruxelles 1970) - attore nato in Belgio da famiglia albanese, da sempre appassionato di teatro, attivissimo e capace di cogliere ed esaudire i gusti del pubblico tra i quali fondamentale la voglia di ridere - Il clan delle divorziate (Le Clan des divorcées il titolo originale) ha costituito la rampa di lancio di un successo teatrale e televisivo travolgente e inarrestabile grazie al quale Alil (che nella versione francese interpreta in modo magistrale il ruolo di Brigitte, Monica in quella italiana, una delle malcapitate vittime di un destino di divorzi) insieme al fratello Hazis (che cura la regia) è arrivato a possedere alcuni teatri in Belgio e in Francia e ora parte alla conquista di Paesi non francofoni.

In Italia è lo scatenato e impetuoso Stefano Chiodaroli a indossare i panni di Monica - la meno raffinata, timida e... femminile delle tre coinquiline di un appartamento affittato in pieno centro a Milano - tornata single dopo un deludente matrimonio con un pellettiere di Vigevano a causa di un piccolo ‘difettino’ comportamentale, ahimè diffusissimo nel mondo maschile (divertentissima la risposta di avere assunto posture femminili per ovviare all’inconveniente in questione data da Alil Vardar durante un’intervista in cui gli si chiedeva quali fossero le eventuali conseguenze dell’indossare abiti femminili da più di dieci anni…).

 

Altrettanto valide e professionali Lucia Vasini e Jessica Polsky nel rendere personaggi femminili completamente antitetici tra loro e diversi, s’intende, da quello di Chiodaroli accomunati dalla necessità di risparmiare e cancellare esperienze fallimentari simili: gioie e dolori di una nuova convivenza al femminile senza rinunciare, però, alla speranza di ricostruire.

 

Grazie all’ottima regia di Hazis Vardar vivacità, brio, ritmo… scivolano dal palcoscenico in platea dove il pubblico divertito trascorre momenti rilassanti, utilissimi in questa temperie storica e più che mai durante le festività tinte di buonismo e di stressante isteria negli acquisti.

 

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