Forbici & Follia@Teatro Nuovo Milano - Gufetto Magazine

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Forbici & Follia@Teatro Nuovo Milano

Uscita dalla creativa penna di Paul Pörter (Wuppertal 1925 – Monaco 1984), drammaturgo, scrittore, traduttore ed editore tedesco, Forbici & Follia rappresenta la prima pièce interattiva: creata nel 1963 con il titolo Scherenschnitt oder Der Mörder sind Sie e diffusasi nel mondo germanico e poi in quello di lingua inglese con il nome di Shear Madness, è divenuta la più rappresentata nella storia del teatro americano e poi al mondo grazie anche alla novità del finale diverso ogni sera sulla base delle indicazioni del pubblico.

Il termine Scherenschnitt indica l’arte di ritagliare la carta con le forbici e si riferisce al fatto che lo spettacolo - ambientato in un salone di parrucchiere con sei personaggi di cui quattro sospettabili dell’assassinio di una ricca e famosa pianista (proprietaria nel negozio e di tutto lo stabile e abitante nell’appartamento al piano superiore) - resta nei canoni tradizionali fino al momento in cui, trasformatosi in giallo, vede gli spettatori chiamati a testimoniare ad alta voce interagendo con la storia, pennellandola spesso di comicità (ovviamente involontaria) e determinando, come accennato, ogni sera un finale differente sulla base delle loro osservazioni e di una votazione generale con cui scelgono per alzata di mano il possibile colpevole.

In Italia giunge la versione di Bruce Jordan e Marilyn Abrams, sapientemente tradotta e diretta in modo equilibrato da Marco Rampoldi che in una simpatica conferenza stampa ha raccontato di essere stato obbligato - per potere mettere in scena lo spettacolo - ad affiancare per un certo periodo la regia americana e che, dopo avere portato al successo la pièce al 48° Festival Teatrale di Borgio Verezzi, ora si confronta con il pubblico milanese inserendo nel testo riferimenti urbanistici della città meneghina, allusioni che saranno di volta in volta adeguate ai luoghi in cui la pièce andrà in scena.

 

Il gioco tra realtà e finzione scivola pian piano nella platea in cui il pubblico entra a scena aperta mentre la rappresentazione è in corso con i nostri eroi che vivono la loro quotidiana routine interpretandola in modo convincente tanto che anche durante l’intervallo l’azione non s’interrompe e gli spettatori sono sempre più coinvolti.

Un campionario di clienti diversi - chi desideroso di scambiare quattro chiacchiere più o meno serie e chi più silenzioso, riservato e incapace di arginare il profluvio verbale del parrucchiere o il chiacchiericcio popolano dell’aiutante - dà vita a un fuoco d’artificio di situazioni e battute esilaranti finché non succede il fattaccio che muta la situazione.

 

Bravi tutti gli interpreti anche quando si rapportano con il pubblico e straordinariamente convincente per naturalezza e spontaneità Nini Salerno nella parte di un ‘perfetto’ commissario con virtù e vizi: simpatica, divertente e raffinata parodia di celebri poliziotti noti all’immaginario collettivo.

Persuasiva la mimica di Nino Formicola - tanto ‘legato’ alla sigaretta da consumarne tre durante lo spettacolo - la cui espressività basterebbe da sola a coinvolgere gli spettatori.

Uno spettacolo ben strutturato e originale che incuriosisce, interessa e lascia soddisfatti per la sua curiosa intelaiatura.

 

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