Profumo - Storia di un assassino - Gufetto Magazine

Profumo - Storia di un assassino

SINESTESIA.                                                               

Quando si legge per la prima volta il profumo di Süskind la prima cosa che viene in mente è questa parola. Sinestesia è l’accostamento di parole che appartengono a campi sensoriali diversi nel romanzo forse gli esempi non sono materialmente tantissimi ma l’immaginazione e il cervello è portato a descrivere ed associare ogni odore presente nel libro con una parola che potrebbe riferirsi al tatto, al gusto e alla vista.

Leggendo il profumo i sensi, il corpo e la mente si fondono insieme e partecipano alla lettura in tutto e per tutto, un romanzo che riesce a rendere percettibile l’odore di qualsiasi cosa venga menzionata.

Leggendo il solo titolo di questo romanzo il senso dell’olfatto viene automaticamente richiamato all’attenzione, anche se inizialmente tutto ti aspetti tranne quello che realmente ci troverai.

Pubblicato nel 1985 Il Profumo di Patrick Süskind ottenne quasi subito un grande successo, tradotto in 20 lingue diverse fu portato sulla scena da Tim Tykwer nel 2006.

Abbandonato dalla mamma appena nato il piccolo Jean-Baptiste Grenouille, è dotato di un infallibile senso dell’olfatto, egli riesce a riconoscere e memorizzare ogni tipo di profumo e odore che il vento fa giungere alle sue narici. Jean-Baptiste passa la sua infanzia cercando di sfuggire alla morte, dopo varie vicissitudini all’età di dodici anni viene mandato a lavorare in una conceria, un ambiente insalubre e molto pericolo. Grazie a questo lavoro riesce ad entrare in contatto con il più famoso profumiere di Parigi ormai però in declino, il Maestro Baldini; quest’ultimo avendo riconosciuto in lui un talento lo aiuta a sviluppare il suo incredibile dono. A Parigi Grenouille incontra una ragazza il cui odore cambierà il resto della sua vita; dopo l’incontro con la ragazza il suo scopo diventerà quello di imparare a conservare gli odori. Lasciando Parigi per dirigersi a Grasse “la Roma dei Profumi” Grenouille interrompe il suo viaggio nei pressi di una montagna dove l’assenza di qualsiasi tipo di odore umano lo tranquillizza e lo inquieta al tempo stesso, sarà li, infatti, che Grenouille si renderà conto che lui stesso è privo di odore. Cosciente di questo procede il suo viaggio per Grasse dove metterà a punto lo scopo principale della sua vita, ossia creare un’ odore a cui nessuno avrebbe potuto resistere.

“Nel diciottesimo secolo visse in Francia un uomo, tra le figure più geniali e scellerate di quell’epoca non povera di geniali e scellerate figure. Qui sarà raccontata la sua storia. Si chiamava Jean-Baptiste Grenouille, e se il suo nome, contrariamente al nome di altri mostri geniali quali se Sade, Saint- Jus, Fouchè, Bonaparte ecc.., oggi è caduto nell’oblio, non è certo perché Grenouille stesse indietro a questi più noti figli delle tenebre per spavalderia , disprezzo degli altri, immoralità, empietà insomma, bensì perché il suo genio e unica ambizione rimase in un territorio che nella storia non lascia traccia: nel fugace regno degli odori.”

Con queste parole Süskind ci trascina letteralmente nel mondo di Grenouille. Ed è con queste stesse parole (narrate dall’attore John Vincent Hurt) e con l’immagine di una narice che inspira gli odori che lo circondano che Tim Tykwer da inizio alla sua trasposizione cinematografica del Profumo, con il titolo Il Profumo - Storia di un assassino.

Immersi nel cuore puzzolente del mercato di una Parigi pre-rivoluzionaria, il film colpisce per la crudità della scena iniziale ossia la nascita di Grenouille. Aspro e immediato il film ha la stessa capacità del libro di trasportarti nel mondo degli odori, anche se viene aiutato dalla vista attraverso le immagini. Il film, come il libro, subisce un escalation di profumi e colori, i profumi nauseabondi e disgustosi delle prime immagini e dei primi attimi del film (la puzza del pesce, il fetore delle strade francesi nell’epoca), si trasformano nei colori e nei profumi dei campi della Provenza e dei suoi fiori, passando per le profumerie di Parigi. Quello che ne deriva è la sensazione di riuscire a sentire ogni odore di olio essenziale presente nella bottega di Baldini (interpretato da Dustin Hoffman), l’odore del gelsomino e della lavanda, il che  fa riprendere fiato al lettore abbandonando gradualmente il disgusto e l’oscurità delle pagine iniziali che accompagnano i primi anni di vita di Grenouille interpretato da un giovanissimo Ben Whisha.

L’unico personaggio che resta al di fuori del miscuglio di odori è Grenouille, il quale riesce a produrre nel lettore/spettatore un processo controverso e differente da quello che qualsiasi altro assassino provocherebbe. Ci sono due aspetti contrastanti in Grenouille: il bambino che il lettore impara a conoscere dai sui primi respiri che suscita tenerezza per la sua vita povera di amore il quale non si riesce ad odiare; l’assassino che provoca rabbia, e disprezzo per l’insensibilità e per la completa mancanza di compassione che lascia trasparire. Quello che l’autore crea è  un personaggio triste come pochi nella letteratura, che fa rivivere la sensazione dell’inutilità della vita senza l’amore. L’odore che lui cerca, il profumo che lui tanto desidera e che alla fine riesce a creare è il frutto del male, ma ha sugli uomini l’effetto di provocare l’amore. Nonostante questo è un profumo che alla fine non lo fa sentire vivo, perché egli si considera incapace di amare e di essere amato, e malgrado egli possa avere il mondo ai suoi piedi si sente povero, povero di sentimenti e di amore e quando se ne rende conto torna nel posto dove è nato, dove tutto è cominciato, dove per la prima volta ha respirato gli odori del mondo, dove per la prima volta ha conosciuto “il fugace mondo degli odori”, dove tutto è cominciato donando se stesso per essere “amato”.

…SE CHIUDO GLI OCCHI…

PROFUMO, Olio su tela – Luigi Russolo (1908-1910)

Sintesi perfetta del fugace mondo degli odori, l’opera del futurista Russolo è forse l’immagine che meglio riesce a descrivere il mondo di Grenouille. Un uomo, un senso…un mondo; un flusso di emozioni che gli odori hanno  la capacità di suscitare nell’animo umano.

“Il profumo ha una forza di persuasione più convincente delle parole, dell'apparenza, del sentimento e della volontà. Non si può rifiutare la forza di persuasione del profumo, essa penetra in noi come l'aria che respiriamo penetra nei nostri polmoni, ci riempie, ci domina totalmente, non c'è modo di opporvisi.” -- Patrick Suskind 

 

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