Roma 25 Marzo: "C'è posto tra gli indiani" presentazione del romanzo di Alessio Di Martino - Gufetto Magazine

Roma 25 Marzo: "C'è posto tra gli indiani" presentazione del romanzo di Alessio Di Martino

25 Marzo ore 18.00

Arion Esposizioni, Via Milano, 15-17 (angolo via Nazionale), Roma

Paolo Di Paolo e Florinda Fiamma
presentano il nuovo romanzo di Alessio Dimartino
dal titolo C'è posto tra gli indiani

Letture di Luca Dresda

 



Marcello si fa di eroina, ma con parsimonia. Lo tiene in vita, al caldo. Come entrare in un pane appena sfornato, avere dieci orgasmi simultanei o dare il massimo in una prestazione
sportiva.
Marcello fa il veterinario solo perché suo padre voleva facesse il medico e toccava ubbidirgli, ma lui, per dispetto, l’ha fatto solo
a metà. Sopprimere o tenere in vita un cane o un pappagallo non fa differenza, è solo una questione di chimica. Marcello si sente
un pessimo veterinario e un pessimo uomo quando sente il campanello suonare. E prima che suoni ha deciso di uccidersi, perché «uccidersi è il coraggio che scende sulla terra
e si fa carne, gesto disperatamente, genuinamente umano».
Alla porta, un uomo gli dà in custodia un cocker fulvo piuttosto in carne ma inappetente.
Ma di quell’uomo e di quella consegna Marcello non sa nulla. Chi è l’elegante e sconosciuto anziano convinto di aver assolto al suo compito lasciandogli quella bestia? E poi, per conto di chi? L’ospite indesiderato, però, non dovrà interferire con i piani di quella notte: con il cane al guinzaglio Marcello percorre la strada che lo porterà nel luogo dove ha deciso di farla finita. Ma in un universo tanto grande è inevitabile che accadano degli incidenti. E quella è una notte fitta di incidenti. Così inizia una peregrinazione zoppicante che lo trascina in un imbuto di incontri, allucinazioni e ricordi.
Bar aperti tutta la notte, risse di spacciatori, bande di pakistani che vendono sigarette senza permesso, barboni che non
accettano l’elemosina, un padre riemerso da un’immersione durata anni, e troppe esistenze che hanno iniziato a morire da parecchio tempo.
«Se questa storia fosse un film sarebbe uno di quelli in bianco e nero, con la macchina da presa che accarezza caffettiere arrugginite senza caffè e letti sporchi e scombinati». Una storia illuminata solo da un neon intermittente che incalza e brucia ogni tappa e dove, dopo i titoli di coda, da qualche parte, potrebbe esserci un nuovo inizio.

 

Alessio Dimartino è nato a Roma, dove tira a campare tra il lusco e il brusco. Ha pubblicato due romanzi: Tutti vivemmo a stento (2010) e Il professore non torna a cena (2012)

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