SOLO ANNA@GB Palace: senza respiro - Gufetto Magazine

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SOLO ANNA@GB Palace: senza respiro

Il 7 e l’8 novembre è andato in scena “Solo Anna”, per la regia di Eva Miramar con Lidia Vitale,tratto dal testo “Roman nights” di Franco D’Alessandro, sulla vita di Anna Magnani.

L’evento non è avvenuto in un classico teatro, e neanche in uno di quelli OFF che popolano la nostra Roma, ma in una casa privata molto particolare a Trastevere, che il nostro Giovan Battista, da qui GB, affitta per set cinematografici, feste, cene e, come in questo caso, per performances teatrali.
L’impatto è molto scenografico, mansarda all’ultimo piano, luminosa come poche, con un panorama sui tetti di Roma da tuffo al cuore. Fin qui ancora niente di troppo strano, l’arredamento misto, pezzi vintage (’50-’60-’70) la fanno da padroni egregiamente, ma la sorpresa è al piano di sopra dove una toilette in una vetrata è in bella vista.
Timidamente chiedo se alle volte ci fosse un altro bagno, magari meno d’effetto ma più pratico, mi dicono che c’è solo quello, ma non c’è da preoccuparsi, da dentro si vede il fuori ma da fuori no. Beh, provare per credere, eravamo tutti basiti e perplessi, e quasi quasi stavamo per declinare, quando uno spirito libero e coraggioso ci ha mostrato la strada e in effetti la privacy era salva.

Torniamo al piano di sotto, dove divani e sedie ci ricordano che siamo qui per assistere a una piece teatrale: come arredi di scena abbiamo una poltrona anni ’50 con sopra una vestaglia damascata rossa e nera, una lampada a stelo, sempre in stile è al suo fianco ed è accesa mentre aspetta Lei, Lidia Vitale.
Lei scende ridendo dal piano di sopra, la sua risata è fragorosa e inquietante, ed è vestita come per le grandi serate di gala dell’epoca: vestito di pizzo nero, con scarpe e borsa perfettamente intonate. Incomincia a raccontare e a raccontarsi, un po’ in romano e un po’ in inglese, perfetto inglese ma con un forte accento non italiano, ma proprio romano.
Nei suoi racconti troviamo la bambina spaurita, la ragazzina sfrontata, che sono la strada per arrivare alla donna temeraria e audace che è riuscita a diventare, nel suo percorso dialoga con Rossellini, con Massimo Serato e perfino con lo scrittore Tennessee Williams, ma la tenerezza è tutta per Luca suo figlio, immenso e unico amore che l’ha sostenuta e fortificata.

Lidia Vitale è strepitosa, mai fuori le righe è stata capace di mostrare il dolore e il coraggio di questa donna poco capìta e probabilmente non apprezzata fino in fondo,che ha lottato per far valere i suoi diritti. Lo spettacolo ha debuttato all’Istituto di Cultura italiano a Los Angeles nel marzo del 2013, e a girato in America e anche in Italia, quasi sempre in spazi alternativi.
Aspettiamo di vederlo in uno spazio più canonico per godere di tutto lo spessore di “Anna Magnani”, dell’epoca, delle storie che ne hanno fatto parte, e infine per dare ampio respiro a Lidia Vitale che con grinta e passione ci ha regalato un pezzo del nostro passato.

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