ROMEO AND JULIET POST SCRIPTUM@Teatro Orologio: l'Amore indissolubile stretto al polso - Gufetto Magazine

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ROMEO AND JULIET POST SCRIPTUM@Teatro Orologio: l'Amore indissolubile stretto al polso

Fulminea e profonda la piéce “Romeo and Juliet Post Scriptum” di Annika Nyman messa in scena con la regia di Georgia Lepore, riempie la sala Gassman del Teatro dell’Orologio ottenendo il giusto plauso del pubblico: si tratta di un insolito seguito dell’opera shakespeariana in cui i due amanti vivono e affrontano il loro amore nel presente, non senza qualche sorprendente conflittualità.

In questa versione, Romeo e Giulietta sono dunque vivi hanno deciso di fuggire insieme. Ma prima di partire, i due si smarriscono nelle proprie paure, quelle di due ragazzi contemporanei che un po’ non si trovano, un po’ si desiderano, un po’ vogliono fuggire da un contesto familiare soffocante, un po’ non hanno coraggio, ma si amano, questo sì e pure disperatamente.
Sono queste le premesse dell’opera di Annika Nyman, già presentata anche al Festival dei due Mondi di Spoleto nel 2013 e qui riadattata da Georgia Lepore che ha curato la traduzione del testo in modo attento e preciso, con un gran lavoro di cesello sui termini ed i significati originali. Sulla scena una vibrante Selene Gandini ed un affascinante Giovanni Anzaldo: emozionanti, incisivi, sperduti come due ragazzi di oggi che hanno a che fare con le pulsioni sessuali, con un difficile rapporto coi propri genitori, con la propria rabbia interiore. Con il bisogno di essere salvati dalle proprie paure e debolezze.

Piuttosto azzeccata la scelta di mantenere una certa ironia di fondo nei dialoghi fra i giovani amanti: la contestualizzazione moderna dei due eroi shakespeariani è paradossale ma allo stesso tempo godibile, perché avvicina queste due figure così idealizzate al nostro vissuto. Un merito del testo della Nyman sta proprio in questo: ha colto come nel dramma shakespeariano i due amanti si incontrino raramente e abbiano poco tempo per conoscersi davvero e confrontarsi. Il loro amore è pertanto “utopico” e privo di vissuto concreto. Trasportandoli nella realtà moderna senza ucciderli ha permesso loro di parlarsi davvero, ed ha permesso al pubblico tutto di recuperare, con un tentativo azzardato e pericolosissimo ma pienamente riuscito, due personaggi lontani rendendoceli vicini e più attuali che mai.

Un’ottima scelta registica è stata poi quella di legare i polsi dei due amanti con una Corda, un dettaglio non presente nella stesura originale della Nyman: la Corda è un terzo personaggio, è il Legame ineluttabile fra i due giovani. La Gandini è brava a muoverla a seconda delle vibrazioni del cuore di Giulietta: la strattona quando vuole avere ragione, la piega flessuosamente attorno al corpo di Romeo quando vuole sedurlo e le fa fare lunghe onde che sembrano partire dal suo corpo e che arrivano fra le mani di un Romeo che un po’ ne disattende le aspettative.

Le interpretazioni di Gandini e Anzaldo sono intense e appassionate: la Giulietta della Gandini è seducente e coraggiosa, ma ha anche aspetti infantili, tipici di una quindicenne con scatti di rabbia e impulsività che sfoga con colpi ripetuti sul pavimento, tuttavia non è mai banale né melensa, anzi da lei vengono tutti gli spunti comici più azzeccati. Il Romeo di Anzaldo è invece combattuto fra il proprio lato oscuro (ha infatti ucciso Paride e ne è sconvolto) e la propria incapacità di troncare il rapporto con la famiglia, manifestando tutta la sua infantilità. Frequenti i suoi occhi al cielo ed i lunghi silenzi pieni di sguardi accorati per una compagna che mostra però un cipiglio più arrabbiato del suo. Intenso nei momenti di confronto più acceso con Giulietta, il Romeo di Anzaldo è "maschio" ma anche un po’ bambino, senza però perdere mai del tutto fascino.

Essenziale in questo dialogo di quasi 50 minuti l’alchimia fra i due attori che si squadrano, si accusano, si spingono e si strattonano, infine sfogando sul pavimento - in uno dei momenti più rabbiosi e toccanti- quel disappunto per il fatto di non riuscire davvero a capirsi e salvarsi. Restano così avvinghiati, con solo la corda che li lega come testimone di una passione non più seicentesca e stereotipata come quella shakespeariana, ma fresca e a tratti ironica, una tensione moderna che vive del difficile disaccordo sui due circa la Salvazione reciproca e che viene poi risolta in un lungo bacio appassionato. Una tensione romantica, davvero difficile da dimenticare.


Sycamore T Company Presenta in prima nazionale
Romeo and Juliet post scriptum
di Annika Nyman
Traduzione e regia: Georgia Lepore
Giovanni Anzaldo e Selene Gandini
Aiuto regia Emanuela Liverani
Foto di scena Giulia Bertini

Teatro dell’ Orologio

20 Maggio - 1 Giugno 2014
24, 25 e 26 maggio riposo
Dal 27 maggio 31 maggio ore 21,30
Biglietti: 12 euro intero, 8 euro ridotto. Tessera associativa.
Ufficio Stampa Compagnia
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