OSCAR WILDE@Casa delle Culture: il doppio dentro di noi - Gufetto Magazine

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OSCAR WILDE@Casa delle Culture: il doppio dentro di noi

Sembra sempre un tuffo nel passato andare in certi teatri Off come la Casa delle Culture: è come scendere da una macchina del tempo e sentirsi catapultati negli anni ’70, dove la cultura era parte fondamentale del quotidiano di quei tempi.

In scena fino a domenica 11 maggio, la compagnia Virgolatreperiodico e l’Ass.Cult.Officina Fondente, con lo spettacolo "Oscar Wilde", ha voluto ricordare con originalità il fuori classe per eccellenza, il dandy irlandese, che nella seconda metà dell’ ottocento, ha scandalizzato il mondo intero.
Appena entrati, ci accorgiamo che siamo già in scena avvolti da una semi oscurità, e accolti da una voce cadenzata che recita in inglese versi del grande poeta e drammaturgo, cerchiamo di capire il significato che è sempre doppio quando si parla di Wilde.
Le parti della scenografia sono coperte, invece, in bella vista c’è una grande lavagna che invita ad acquistare pezzi di vita di un grande artista: dai copioni ai curiosi pezzi di arredamento, passando per i libri. A interpretare lo scrittore controverso, è l’attrice Mariagrazia Torbidoni che cura anche la drammaturgia insieme al regista Andrea Onori.

L’intuizione e la scelta al femminile è stata audace e vincente: non sempre la recitazione maschile è riuscita a donare quello spessore che una donna, incarnando la parte predominante di un omosessuale, ottiene con naturalezza e spontaneità. Asciutta e fiera, l’attrice si è mossa nella scena da padrona, in certi momenti l’affinità con il personaggio si è fusa in un corpo solo, che ha dato vita a una performance colta e interessante, fatta di tante parole, più di qualcuna è andata perduta, ma si sa che l’arte affabulatoria ha quest’incognita.
Durante la piece, la scenografia curata da Valeria Giannone che si è anche occupata del disegno luci, viene svelata: a destra un baule d’epoca colmo di libri dalle copertine dorate e a sinistra una poltrona che viene usata con civetteria; l’insieme è incisivo e suggestivo.

Il tocco di classe è stato dato da due voci straordinarie e inconfondibili: Maria Callas e Jim Morrison dei Doors, sono state capaci di evocare genio, talento e trasgressione che, unite al ricordo di Oscar Wilde, ci hanno circondato d’immortalità.

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