FESTA DELLA REPUBBLICA@Teatro Trastevere: l'Italia fra l'ossessione per lo schermo e la politica - Gufetto Magazine

Gufetto.it- Recensioni Teatro Roma

FESTA DELLA REPUBBLICA@Teatro Trastevere: l'Italia fra l'ossessione per lo schermo e la politica

Applaudito meritatamente, “FESTA DELLA REPUBBLICA” resta in scena fino al 4 aprile al Teatro Trastevere: si tratta di un’opera corale e divertente ben interpretata e soprattutto molto ben diretta che, partendo dal tema della Trattativa Stato–Mafia e dall'ossessione per la verità sugli intrighi politici più dibattuti, si ritrova a raccontare, non senza un certo cinismo, la società italiana contemporanea ossessionata dallo scoop, dal successo e dalla fama a tutti i costi.

Lo spettacolo è interpretato da un cast numeroso e davvero variegato, diretto da un’originale e attentissima regia di Giancarlo Nicoletti, che è anche autore della piéce. Il testo (complesso nella articolazione delle diverse vicende) mescola riflessioni più “socio” che “politiche” intorno alle vicissitudini tragicomiche di una coppia di giornalisti politici, avidi di popolarità (da mantenere o riconquistare). I due avranno a che fare con un politico influente e una provocante universitaria in cerca di visibilità, con una famiglia alle prese con un rapimento, con il giovane nipote del Presidente della Repubblica e con una spassosa coppia di mafiosi siciliani alle sue calcagna.
Sono tutti personaggi spiritosi, dotati di un aspetto paradossalmente comico, tutti apparentemente lontanissimi fra loro, ma uniti nell'appartenenza a quella società italica alle prese con specifiche “ossessioni”, quella della Fama a tutti i costi e della Verità senza censure e inafferrabili dai comuni cittadini (e qui si spiega il richiamo al rapporto Stato-Mafia, emblema del complottismo politico più oscuro e confuso degli ultimi anni).
Sebbene l’impianto teatrale sia tutto volto al comico e le situazioni, alcune delle quali paradossali, sono funzionali a suscitare prevalentemente il riso, si avverte, insistente, una riflessione amara sull'apparenza imperante nella nostra società e un certo compatimento di fondo per tutte queste figure la cui paradossale stereotipicità è tanto dilatata nella pretesa brama di potere che li caratterizza, da renderli più oscure e sinistre dei misteri che dovrebbero nascondere o scoprire.

Il cast si dimostra all'altezza di una trama molto più intrecciata rispetto alle classiche commedie: molteplici vicende si susseguono fra una scena e l’altra e gli undici personaggi sono ben gestiti da una regia onnipresente e puntigliosa, non solo sulla singola scena ma anche nei passaggi fra una scena e l’altra,senza che ci sia spazio a confusioni o sovrapposizioni, se non specificatamente e piacevolmente previste.
Ne derivano scelte anche innovative in cui diversi piani narrativi vengono opportunamente alternati o sovrapposti anche all’interno della singola scena, conferendo un certo dinamismo che non fa calare mai l’attenzione e la vis comica, ma che non perde nemmeno di vista il tema “serio” di fondo che non è poi tanto il “complottismo politico” in sé, quanto piuttosto quella ossessione per la Fama e la visibilità che cercano tutti: giornalisti di grido o semplici studentesse, mogli annoiate e mafiosi dalle vene artistiche inconsuete.
Questa piacevole “summa” che fortunatamente non è mai troppo confusa (anche se a volte rischia di esserlo, soprattutto visto il folto cast-ben 11 attori in scena) ed è sempre in bilico fra il parossismo e la realtà “mediata”che troviamo in televisione. Ed è proprio sui Media che si appunta la critica “tragicomica” più feroce di questo testo: “In Italia le persone credono ai telegiornali per credere di vivere in un Paese normale” e “I media sono troppo pericolosi” sono emblema di quel rapporto fra schermo e realtà, fra verità e apparenza che corrobora la Politica nei talk show e spinge dilettanti di belle speranze nei Talent. I media offrono questa visione distorta della realtà che da un lato fa desiderare di conoscere la Verità, ma dall'altro spinge ad affermare che, in fondo, “La verità non serve a niente”.
Ma soprattutto il regista Nicoletti ha voluto sviscerare il concetto di “punto di vista” molteplice della realtà portandolo sulla scena: mutando per tre volte la posizione di alcuni arredi di scena dell’interno dello Studio, ci vengono date tre diverse “prospettive” delle vicende che in esse si svolgono. Il fatto che all’interno dello Studio si svolgano le riprese di un fittizio talk show amplifica il piano prospettico da cui si guarda la vicenda, e forse sarebbe stato utile introdurre un audiovisivo proprio per dilatare e distorcere la realtà ancora un pò, fino a mostrarne la sua comica apparenza.
La soluzione delle diverse inquadrature è dunque una buona intuizione e anche la cifra stilistica più adeguata al tema, e a nostro avviso, qualora ricorrano le possibilità in questo o in altro spettacolo, andrebbero replicate. 

Onore al merito degli artisti, alcuni dei quali volutamente macchiette, altri macchiette non così scontate, che si sommano a quella lista di umanità cantate in “AAA –Cercasi” dalla “cantantessa” siciliana Carmen Consoli risuonante ad inizio e fine dello spettacolo come un monito, come a ricordarci le tante anime di questo Paese, figure apparentemente diverse ma invece appiattite e alla ricerca disperata di qualcuno che le trovi, che le scopra portandole ad un successo che in fondo non meritano affatto.

Info:

FESTA DELLA REPUBBLICA
con Stefania Fratepietro – Giancarlo Nicoletti – Valentina Perrella, Luca Di Capua – Matteo Montalto – Pierpaolo Saraceno – Alessandro Giova, Cristina Todaro – Silvia Carta – Andrea Venditti – Alessandro Solombrino
Grafica & Video Marko Carbone
Assistente alla regia Valentina Migliore
Scene Giovanna Sottile
Aiuto regia Sofia Grottoli – Matteo Volpotti

Grazie a Rocchina Ceglia (Ufficio Stampa)
Produzione Planet Arts Collettivo Teatrale
Drammaturgia e regia Giancarlo Nicoletti

Teatro Trastevere – Via Jacopa da Settesoli, 3 – Roma
dal 31 marzo al 4 Aprile h 21.00

Info & Prenotazioni 06 – 5814004 / 393 – 0970018
Planet Arts Collettivo Teatrale www.planetarts.it
Biglietti 13.00 intero; 10.00 ridotto; tessera 2.00

seguici su Facebook
seguici su Linkedin
seguici su Google +
seguici su Pinterest
seguici su Twitter