CONDANNATO A MORTE @FontanonEstate: cronache di una tragedia moderna - Gufetto Magazine

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CONDANNATO A MORTE @FontanonEstate: cronache di una tragedia moderna

Una gabbia quadrata e gli spettatori disposti ai suoi 4 angoli. Sullo sfondo, la Fontana dell’Acqua Paola al Gianicolo, un microfono ed un libretto rosso: sono questi alcuni degli elementi di cui si compone lo spettacolo “Condannato a morte - the punk version” liberamente ispirato a “L'ultimo giorno di un condannato a morte” di Victor Hugo (1829) in scena a FontanonEstate il 3 settembre.

Un’opera delicata e profonda sul tema della Pena di Morte (presente anche Amnesty International), per ricordare quanti nel mondo muoiono “in nome dello Sato” (così si sottolinea nello spettacolo”), sempre più spesso dietro atroci sofferenze. Un’opera che Gufetto ha scelto di recensire non solo per l'importanza della tematica della lotta alla Pena di Morte, da portare sempre all’attenzione della cronaca, ma anche per la sua sempreverde triste attualità.

Davanti ad uno dei panorami più belli della Città va dunque in scena l’atrocità umana: la condanna alla pena capitale di un uomo senza nome, quasi fosse un emblema di tutti i condannati a morte del mondo. Orazio Cerino da voce ai suoi pensieri, alle sue riflessioni e frustrazioni seguendo il dettato di Hugo, con il tradizionale ritmo incalzante della propria recitazione, sempre coinvolgente, spiritosa ma anche grave e frastornante, a tratti inquietante. Si resta un po’ colpiti come da mille pietre appuntite dalle parole di quest’opera che, ancora a distanza di secoli, resta attuale, profondamente sconvolgente. Ma ciò che convince sul palco sono le buone doti di un bravo attore come Orazio Cerino, lasciato solo con un testo molto delicato che è riuscito ad interpretare entrando e uscendo continuamente dalla figura del Condannato e dei suoi carcerieri, aguzzini, rappresenti legali ed esponenti delle istituzioni, riuscendo a modulare bene voce e recitazione, gesti ed espressività in una moltitudine di ruoli, e di introspezioni psicologiche molto diverse fra loro. Così come sono molteplici i pensieri di un uomo che sa di morire.

La regia, minima, impone scelte giuste per coinvolgere il pubblico, chiamato più volte ad interagire con l’attore sentenziando alcune frasi indicate sul libretto rosso o trattenendo per i polsi lo stesso Cerino, o indossando un cappuccio da boia. Perché tutti siamo coinvolti, come società, di fronte alla piaga della Pena di Morte, tutti siamo colpevoli della sua proliferazione, a causa della nostra Indifferenza. Ci saremmo forse aspettati un maggiore uso del suono e delle luci, il riferimento al Punk, a nostro avviso è superfluo, e a tratti ci sarebbe stato bisogno di una maggiore “pazienza recitativa”, eppure anche così, la recitazione “nuda” di Cerino basta a mettere in ombra alcuni aspetti da affinare in un’opera di grande impatto emotivo.
Lo spettacolo, infatti, procede a ritmo sostenuto e quasi forsennato. Cerino incalza il pubblico, a volte la velocità delle battute è fin troppo esasperata e si placa solo quando a parlare è la bocca del Condannato. L’attore sfrutta il microfono per esporre i dettagli narrativi del testo, e per far “parlare” i diversi personaggi coinvolti. Quando la voce resta nuda e sola, a parlare è il Condannato: lo si riconosce, le sue battute sono ben scandite, vibranti, colme di pathos. Si passa dalla sorpresa all’angoscia fino alla disperazione e alla presa di coscienza “Un condannato a morte capisce solo la Morte”, si afferma laconicamente e poi si sancisce “Ma la Morte con cambia gli Uomini”. Lo stesso cavo del microfono, ad un certo punto, lega i polsi dell’attore imprigionandone gli istinti libertari. L’indice battuto sul microfono scandisce il battito del cuore del protagonista.

L’opera merita quindi certamente un plauso, non solo per il buon livello di recitazione di Cerino, già apprezzato come finalista del Fringe Festival 2014 con “Irpinia, Il fulmine nella Terra” e impegnato in testi dal forte sapore “contemporaneo”, ma anche per l’attenzione ad un tema controverso e difficile. Un tema al centro del dibattito culturale contemporaneo, così come lo era in quello ottocentesco. Perché nulla cambia davvero nella Storia, a quanto pare. E le atrocità si ripercuotono e ritornano con la stessa selvaggia intensità non solo in Occidente, ma anche nei paesi arabi, sebbene non per forza per mano di uno Stato ma addirittura da parte di chi di un presunto Stato si sente parte.


Il Festival FontanonEstate, realizzato con il sostegno di Roma Capitale, in collaborazione con Acea e Siae ed inserito nel cartellone dell'Estate Romana 2014, propone un ricco calendario di eventi nella settimana del 1-7 settembre 2014.
Il calendario completo degli eventi è disponibile al seguente link http://www.fontanonestate.it/programma/settembre/index.html

PALCO PICCOLO, Ore 22,15
CONDANNATO A MORTE THE PUNK VERSION
di Davide Sacco da Victor Hugo
Regia: Davide Sacco
Interprete: Orazio Cerino
Costumi: Clelia Bove
Musiche eseguite dal vivo da Martina Angelucci

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