ZIT@Fringe Festival: niente da dire, solo da ridere! - Gufetto Magazine

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ZIT@Fringe Festival: niente da dire, solo da ridere!

Assolutamente da non perdere “Zit! Esistenziali speculazioni silenziose sul niente da dire”, ancora in scena il 13 giugno nella bellissima cornice del Fringe Festival 2014 di Villa Mercede. Non si tratta di un’opera comica tradizionale ma un intelligente gioco comico in forma di sketch che fa leva e si appoggia su tutte quelle espressioni comuni del parlato, quegli intercalari ripetuti quasi a non significare nulla. Li si esaspera, ci si prende gioco di queste espressioni del parlato che non significano nulla esasperandole, ridicolizzandole e svelando la loro profonda inconcludenza.

Sul palco Chiara Casarico e Tiziana Scrocca, praticamente perfette sotto ogni aspetto: ironiche, tanto più espressive quanto le loro frasi sembrano non dire nulla, perfettamente sincrone nell’input comico. Sedute su due sedie, declinano tutte quelle frasi fatte e dette tanto per dire coinvolgendo anche il pubblico, rendendolo partecipe di tanta inconcludenza affabulatoria, una inconcludenza divertentissima perché declinabile in mille situazioni diverse, rese anche attraverso le immissioni sonore, tutte azzeccate.
Le due attrici si prestano quindi a molteplici sketch tutti estremamente divertenti, alcuni collegati fra loro e dotati di una propria logica, puntati su una parola chiave o una espressione ripetuta neanche fosse un mantra: “Sto bene-bene-bene”, “Zitta-zitta-zitta”, “Dici-dici dici” risuonano in testa piacevolmente anche a fine spettacolo.

La bravura delle due attrici oltre alle movenze studiatissime è l’espressività , che permette loro di giocare su questo testo/non testo fatto di battute veloci e frenetiche, doppi sensi e scenette, estraendone una drammaturgia comica fra le più riuscite, quasi all'altezza di uno spettacolo di Stand Up Commedy (se non ad esso superiore). Perfetto e riuscitissimo il momento in cui si rompe la terza parete ed il pubblico viene coinvolto a cercare il silenzio nello spazio circostante che invece è incapace di "tacere" o essere silenziato, e che per questo conferisce più di uno spunto comico involontario.
 
Bravissime a sfruttare la voce e le sue mille tonalità, le due riescono a divertire anche esasperando i grugniti, gli sbadigli e gli stessi silenzi che quasi parlano impegnandosi in una serie di piccole trovate musicali davvero esilaranti. L’accento napoletano non guasta, anzi è un pregio in più che rende così familiari tutte queste espressioni, che testimoniano come spesso il nostro parlare viva appunto di riempitivi o frasi fatte, intercalari che non hanno nulla di espressivo ma servono solo per colmare il vuoto fra due persone che sono sempre insieme, e forse non hanno davvero più nulla da dirsi (“E non polemizzo”) perché si capiscono senza nemmeno parlare.

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