Teatro di Documenti
Dal 19 al 21 febbraio
“SS”
Testo e regia di Mariaelena Masetti Zannini
Performance Art di Sylvia Di Ianni. Con Mariaelena Masetti Zannini, Sylvia Di Ianni, Michelle Baguette, Enza Li Gioi, Diego Bottiglieri, Giulia Morgani, Daiana Giorgi, Flaviano Fiocchi, Nike Brass Alghisio, Valentina Calò e Illebas Olrac.
Attraverso lo sguardo innocente di una bambina il mondo diventa diverso da quello che i grandi
ritraggono.
In ‘SS’, in scena dal 19 al 21 febbraio al Teatro dei Documenti, gli orrori e le sottomissioni psicologiche dei lager nazisti sono addolciti dal racconto di un’anziana sopravvissuta al triste epilogo di tanti deportati, che ritorna al passato con gli occhi di allora, quelli di una piccola donna di Auschwitz che nonostante l’innocenza rubata, vede un film diverso da quello che abita. Uno splendido parco dei divertimenti per carnefici che hanno bisogno di cavie per dare sfogo alle loro perversioni e la bambina vaga in questo cimitero di sogni, senza lasciarsi scalfire dal vissuto.
SS è un’opera scritta diretta e interpretata da Mariaelena Masetti Zannini..
Per questo progetto è stato fondamentale il suo incontro con l'artista Sylvia Di Ianni, ideatrice,
interprete e direttrice artistica del quadro performativo che va a dare luce all’intera vicenda.
In scena lo spettatore può assistere a delle vere e proprie installazioni viventi con singole performance di body art. Il lavoro acrobatico e coreografico è stato curato dall’artista di nuovo circo italiano Michelle Baguette, mentre le musiche sono opera di Enrico Fabio Cortese. L’evento è stato organizzato dalla nota cineasta italo-cilena Martina Rojas Chagneau.
L’autrice ha approfondito lo studio del fenomeno nazista in vari archivi storici di Roma per poi
tradurre teatralmente quello che aveva letto, visualizzandolo in drammatiche atmosfere di vissuto femminile.
Ad essere protagoniste sono le donne dei campi di prigionia, quelle deputate al lavoro e alla
prostituzione. La regista evoca una realtà difficile, tessuta di psicologie contestualizzate
nelle vicende sciagurate di identità violentate nel corpo e nell’anima, ma cristallizzandola
in una favola di una bambina sopravvissuta al genocidio. Lo scenario ben si addice
ad un dramma esistenziale in un teatro ideato da Luciano Damiani all’interno di antiche grotte
secentesche scavate nel Monte Testaccio.
Fonte news: Paola Aspri
























