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‘Nuove Storie’ all’Elfo-Puccini di Milano

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Elio De Capitani - condirettore e regista del Teatro Elfo Puccini - ha più volte insistito parlando di Milano sulla necessità di passare dal concetto di ‘città esclusiva’ a quello di ‘città inclusiva’.

L’enunciato non è un gioco di parole, ma la sintesi di due concezioni opposte di società (la prima nei casi migliori potremmo definirla oligarchica e nei peggiori ne abbiamo esempi quotidiani, mentre la seconda è l’unica che risponde ai principi basilari della democrazia) e vale non solo per Milano, ma anche per molte altre città italiane e - a livello Paese - per il sistema di selezione e partecipazione al governo della ‘res pubblica’ che non deve divenire mai ‘res privata’.

Esclusione/inclusione non sono relative solo al mondo ‘politico-economico’, ma - pur con aspetti apparentemente diversi - anche alla cultura e al teatro che della società sono parte integrante se non fondamentale: “Niente torri d’avorio e castelli a difesa di eccellenze vissute come privilegi, - ha giustamente dichiarato De Capitani - ma piazze aperte alle idee e ai progetti, allo scambio equo e solidale tra le generazioni, al futuro-presente”.

Sono questi i principi che - nell’ampio e articolato programma 2011-2012 - hanno portato a Nuove Storie, testimonianza dell’impegno di Elio De Capitani, Ferdinando Bruni e Fiorenzo Grassi (i tre direttori dell’Elfo Puccini) di offrire a Miano e alla Cultura del Paese la possibilità di conoscere quanto di nuovo sta emergendo nel Teatro.

Scelta coraggiosa in una società in cui gli ‘imprenditori’ tendono a riproporre testi noti con attori e compagnie conosciute assecondando la pigrizia di spettatori che rifuggono dai rischi del non conosciuto e a volte favoriscono il successo di una sottocultura televisiva applaudendo spettacoli basati sul vuoto e sulla volgarità.

Scelta coraggiosa che ha comportato e comporta un rilevante investimento di lavoro (oltre che economico) rivolto ad assicurare un palcoscenico in una piazza importante come Milano a compagnie di giovani attori che hanno dimostrato la loro validità artistica (spesso conseguendo premi di prestigio anche a livello internazionale) in un momento in cui agli attori non verrà più riconosciuta l’indennità di disoccupazione con requisiti ridotti, decisione assurda che sembra voler confermare le parole di quell’autorevole ministro per il quale ‘la Cultura non crea reddito’, o voler esercitare una subdola censura economica colpendo i fermenti che nascono sui palcoscenici.

La Cultura invece - come ha opportunamente sottolineato nel suo applauditissimo intervento il Governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, presente alla bella, affascinante e coinvolgente serata dedicata a Nuove Storie - crea reddito poiché produce qualcosa di più importante di un bene materiale sviluppando la capacità di pensare, immaginare e creare che è alla base della vita e dello sviluppo anche economico di ogni Società.

All’incontro - momento di notevole valenza culturale e non solo presentazione di un programma - hanno portato il loro contributo non di routine anche l’assessore alla Cultura Stefano Boeri impegnato a dare finalmente una linea culturale a Milano integrando le diverse realtà in modo organico e il sindaco Giuliano Pisapia in cui sono riposte le speranze di chi vuol vedere nuovamente in Milano quell’esempio di città inclusiva che nel secolo passato l’ha resa motore propulsivo dell’economia nazionale.

Il programma intenso e stimolante - sulla base di quanto si è potuto giudicare dalle presentazioni delle diverse compagnie - inizierà con Sogno di una notte di mezza estate (18-23 ottobre), versione in technicolor della nobile soap opera shakespeariana, per concludersi con Pater familias (12-17 giugno), seconda parte di una triologia dedicata al tema della ‘familia’, compiendo un percorso attraverso 14 testi che fanno riflettere sul nostro mondo di ieri e di oggi.

Un programma stimolante che è una finestra su autori di oggi, interpreti e compagnie emergenti i quali hanno nell’entusiasmo, nella passione e nella ricerca un comune denominatore e che si apre con il focus dedicato al teatro pugliese di cui saranno rappresentate sul palcoscenico della sala Bausch - grazie alla collaborazione del Teatro Pubblico Pugliese presente con il suo presidente Carmelo Grassi - quattro delle migliori espressioni della nuova atmosfera culturale della Puglia.

Tutti i titoli meriterebbero una citazione, ma è giusto comunque ricordare che gli spettacoli del mese di maggio avranno per tema il lavoro, questo diritto riconosciuto dalla nostra Costituzione come base della dignità dei cittadini e la cui sicurezza ed esistenza stanno divenendo sempre più un sogno se non una chimera specialmente per i giovani.

Tutte le compagnie coinvolte erano su quel palcoscenico che calcheranno da protagoniste e la presenza di tanti giovani dal volto entusiasta apre il cuore alla speranza per il futuro non solo del Teatro e della Cultura.

Nel corso della serata Elio De Capitani ha annunciato che l’Elfo Puccini da cooperativa sta trasformandosi in onlus no profit: un’accentuazione del concetto di essere al servizio della città e quindi di dover offrire al minor costo possibile quel bene inestimabile che è la Cultura.

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Ultimo aggiornamento ( Sabato 08 Ottobre 2011 20:44 )  

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