Nell’ambito dei rapporti Italia-Russia, ormai consolidati da parecchi lustri, al Piccolo Teatro di Milano si svolgerà durante il mese di ottobre la stagione teatrale di San Pietroburgo con la rappresentazione di 8 delle più stimolanti pièce delle scorse stagioni prodotte nella città russa con 15 repliche, 6 importanti registi, 7 incontri con il pubblico, 10.000 posti a sedere nelle tre sedi del ‘Piccolo’ e due mostre.
Tra gli spettacoli - innovativi rispetto alla tradizione e tutti degni di essere menzionati - in lingua russa con sovratitoli si evidenzia il gradito ritorno del grande regista Lev Dodin (direttore del Malij Drama Teatr) con Tre sorelle e Zio Vanija di Anton Cechov e Vita e destino di Vassilij Grossman.
Tra le novità Pro Turandot di Andrej Mogučij, uno dei cinque registi presenti in Italia per la prima volta: enfant prodige del teatro di ricerca pietroburghese, è noto per l’eccentricità e l’audacia che caratterizzano i suoi lavori.
Particolarmente atteso Dmitrij Lochov - pluripremiato direttore e regista del Teatro di Marionette situato sulla Prospettiva Nevskij - con le vivaci, gioiose e divertenti marionette che si esibiranno ne L’amore delle tre melarance di Gozzi.
Contestualmente all’iniziativa vengono presentate due mostre: una nel foyer del Teatro Grassi (11-15 ottobre) e la seconda in quello del Teatro Strehler (10-15 ottobre).
Mentre il Teatro di San Pietroburgo si appresta a venire a Milano, città gemellata, l’Arlecchino servitore di due padroni è partito per una tournèe, della durata di un mese attraverso sei città siberiane di grande rilevanza culturale ed economica, che si concluderà a Mosca dove il 12 e 13 ottobre verrà rappresentato al Teatro dell’Armata Rossa.
Sergio Escobar durante la conferenza di presentazione dell’Ottobre russo a Milano ha raccontato con gioia commossa il grande e sincero entusiasmo dei Russi - incontrati durante il suo viaggio in quei luoghi - i quali hanno dimostrato notevole conoscenza della cultura italiana nonché aspettative entusiaste nei confronti del mitico Arlecchino strehleriano, impersonato da decenni dall’inossidabile, fresco ed eternamente giovane Ferruccio Soleri che con il passare degli anni non solo continua a mietere successi e riconoscimenti, ma ha dato un’impronta incancellabile all’opera goldoniana.
Info: www.piccoloteatro.org
























