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Andrea @ Complesso Monumentale di Santa Sofia - Salerno

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COMUNICATO STAMPA

 

Il sogno di Andrea Fortunato nel teatro di Eduardo Ricciardelli

 

Andrea

 

con: Pasquale Passaretti, Eduardo Ricciardelli, Sara Tosti

 

musiche: Pasquale Passaretti

 

disegno luci: Sara Pece

 

drammaturgia e regia: Eduardo Ricciardelli

 

Una produzione: Teatraltro in collaborazione con Etérnit

Ufficio stampa: Valeria Zecchini

 

Domenica 3 luglio 2011, ore 21:30  - Complesso Monumentale di Santa Sofia

Piazza Abate Conforti, Salerno

Nell’ambito della II edizione della Rassegna “Il gioco serio del Teatro”

 

Fantasia, ingenuità, dolcezza e forza. Sono gli elementi dello spettacolo che porta con sé il solo nome di “Andrea”, che andrà in scena domenica 3 luglio presso il Complesso monumentale di Santa Sofia di Salerno. Lo spettacolo, diretto ed interpretato da  Eduardo Ricciardelli a fianco degli attori Sara Tosti e Pasquale Passaretti, e prodotto da Teatralto in collaborazione con Etérnit, si inserisce all’interno della II edizione della Rassegna “Il gioco serio del Teatro” in programma dal 25 giugno al 17 luglio.  

Nel titolo senza aggettivi orpelli e precisazioni è racchiusa l’essenziale delicatezza di un sogno: quello di Andrea Fortunato, giocatore di origini salernitane, che giocò come terzino sinistro, con la maglia numero 3, nella Juventus e poi nella Nazionale, vinto solo da un nemico maligno e ancora invincibile: la leucemia linfoide philadelfia positiva, che stroncò la sua vita all’età di 24 anni dopo aver combattuto con un coraggio e una grinta invidiabile. Ecco, allora, che Andrea diventa portatore di un racconto, un dispensatore di una serie articolata di emozioni.  Lo spettacolo racconta alcuni momenti della vita del calciatore: ora nel cortile di casa, ora con gli amici, ora nella stanza dei dialoghi e delle terapie con i medici, ora in un luogo non precisamente definito che è quello della fantasia. La scena, pensata come “stanze” della memoria, presenta pochi elementi: una sedia, un tamburo, delle scarpe su di un cumulo di stracci, dei palloni da calcio. Andrea, parla con i suoi amici e attraverso le sue parole e i suoi gesti ci comunica i suoi sogni e l’autenticità delle sue emozioni.

Il calcio diventa, così, metafora della lotta per la vittoria, ma anche della gioia e della vita. Andrea silenzioso in campo e giovanile e carnevalesco fuori dice a Peppino “Mi ero dimenticato di quanto fosse bella una semplice passeggiata.”

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 28 Giugno 2011 18:25 )  

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