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Tornano le tragedie a Siracusa

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Fervono gli ultimi preparativi al Teatro Greco di Siracusa in vista dell’inizio del XLVII ciclo di rappresentazioni classiche. Tre le tragedie che quest’anno verranno messe in scena: Filottete di Sofocle (regia di Giampiero Borgia), Andromaca di Euripide (regia di Luca Del Fusco) e Le Nuvole di Aristofane; tre spettacoli che si alterneranno a partire dall’11 maggio per concludersi il 26 giugno.

Filo conduttore tra i primi due spettacoli è il personaggio di Neottolemo e la guerra di Troia sullo sfondo delle vicende. Nella prima tragedia Filottete, ferito irrimediabilmente da una vipera, viene abbandonato con il suo arco sull’isola di Lemmo dai Greci. Una profezia svela però che l’arco (appartenuto precedentemente a Eracle) è l’unica arma in grado di sconfiggere i Troiani. Odisseo e Neottolemo decidono quindi di appropriarsi dell’arma ingannando Filottete. Per fare ciò Neottolemo conquista l’amicizia dell’esule fingendosi nemico di Odisseo, ma quando riesce nell’impresa il rimorso lo invade decide di restituire l’arco a Filottete e convincerlo a partire con lui per conquistare la città nemica, ma solo l’intervento di Eracle consente alla tragedia di giungere al suo termine.

La trama di Andromaca si collega immediatamente a quella di Filottete. Dopo la caduta di Troia Andromaca viene fatta schiava da Neottolemo da cui ha un figlio, Molosso. Ermione, sposa legittima di Neottolemo, accusa la donna di praticare arti magiche che la renderebbero sterile. Per questi motivi vuole uccidere Andromaca e suo figlio. L’arrivo di Peleo, nonno di Neottolemo, sventa però il piano. Ermione, timorosa della reazione di Neottolemo, tenta di suicidarsi ma viene fermata dalla nutrice. Giunge Oreste che rivela a Ermione di avere un piano contro Neottolemo e istiga gli abitanti di Delfo contro il proprio sovrano accusandolo di voler depredare il santuario. I Delfici tendono un agguato a Neottolemo e lo uccidono. Teti, sposa divina di Peleo, convince allora Andromaca a sposare Eleno e a vivere nella terra dei Molossi. Alla fine della tragedia assistiamo alla morte di Peleo, il quale raggiunge finalmente Teti.

Quella delle rappresentazioni classiche è una tradizione del capoluogo siracusano che a partire dal 2000 si presenta con un appuntamento annuale capace di richiamare spettatori da tutta Italia e affascinare i turisti internazionali. Lo sfondo naturale sul porto grande di Siracusa e la bellezza del teatro, uniti alla maestria di registi e attori, permettono al pubblico di rivivere le opere della letteratura classica che da secoli continuano ad ammaliare.

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